ANALOGICO O DIGITALE

Si accenna spesso, parlando di telefonia, alla questione relativa alla trasmissione dei segnali, indicando per questi se la stessa ricetrasmissione avviene in "analogico" o "digitale".

Doppiamente il problema è diventato di grande interesse con la telefonia mobile. E' noto infatti come il sistema TACS dei cosiddetti "telefonini" utilizzi per la ricetrasmissione delle conversazioni il sistema analogico mentre, per il GSM, le conversazioni avvengono in forma digitale.

Più propriamente occorrerebbe parlare nel campo della telefonia mobile di "tecnologia analogica" o " tecnologia digitale".

Pure rilevando come una trattazione completa della materia comporterebbe un ben diverso livello di approfondimento delle varie problematiche, riteniamo sia utile illustrarne gli aspetti principali alfine di rendere maggiormente comprensibile la questione al grande pubblico.

Anche in questo caso vale un'avvertenza: la spiegazione è volutamente di tipo elementare ed è resa al solo esclusivo scopo di chiarire i due termini.

I SEGNALI ANALOGICI sono costituiti da livelli di voltaggio elettrico prodotti da trasduttori che misurano caratteristiche fisiche varianti con continuità.

Per essere ancora più semplici specifichiamo che un segnale analogico può essere rappresentato con continuità da una linea, senza alcuna interruzione ed avente un valore diverso per ogni punto della stessa linea.

Contrariamente a quanto avviene dunque con i SEGNALI DIGITALI che hanno solo due livelli: presente o assente, o per dirla in "binario" UNO o ZERO. (presente assente, chiuso aperto e così via).

Poiché è noto che il "linguaggio informatico o degli elaboratori" è il binario (o digitale, composto cioè da digit -numero, cifra-) occorre dunque che le informazioni che sono messe a disposizione di un elaboratore siano di tipo digitale.

La conversione dei segnali da analogico a digitale è compito di un convertitore analogico digitale.

Per fare un altro esempio tra i due tipi di informazioni o segnali si pensi ad un normale orologio a "lancette" e ad uno a display.

Nel primo lo scorrimento del tempo è visibile in forma continua (segnale analogico - senza soluzione di continuità). Infatti lo spostamento delle lancette non conosce intervalli. Nel secondo è viceversa possibile "vedere" lo spostamento ad intervalli regolari: quando cioè varia la cifra, ad esempio dei secondi.

Senza ovviamente approfondire la tecnologia che supporta apparecchiature ricetrasmittenti operanti in analogico o digitale, crediamo non risulti difficile apprezzare la grande differenza tra le due trasmissioni di segnali.

Nelle prime infatti il segnale rappresenta una pressoché infinita gamma di variabili e quindi durante il loro "percorso" nell'aria soggette ad altrettante possibili modificazioni. Per le seconde, viceversa, trattandosi di "eventi" certi -UNO o ZERO- più facile è l'apprezzamento "certo" della precisione o regolarità dell'informazione ed, inoltre, il segnale ricevuto e valutato corretto, può essere direttamente utilizzato nella visualizzazione e gestione dei dati.

L'introduzione del digitale anche per la fonia (tipica la conversazione telefonica) rappresenta un grande salto di qualità nelle comunicazioni.

Ad esempio con il sistema GSM (acronimo che sta a significare Global System for Mobile communications o anche Groupe Special Mobile dal gruppo di studio che ha determinato le specifiche tecniche), prescindendo dall'area di servizio che esso offre consentendo le comunicazioni anche in grande ambito (europeo ed extraeuropeo come meglio è specificato in altra parte), si distingue, rispetto al "fratello minore" TACS (Total Access Communication System) per alcune fondamentali caratteristiche:

- migliore "qualità" dei messaggi;

- maggiore "velocità" di ricetrasmissione;

- minore assoggettamento della conversazione alle "evanescenze" del segnale dovute alla maggiore "sensibilità" del segnale "analogico" in ragione delle condizioni incontrate durante il "viaggio nell'etere";

- grande sicurezza della segretezza delle conversazioni. E' noto infatti che una ricetrasmissione effettuata in forma analogica può essere facilmente "ascoltata" mentre quella digitale difficilmente può essere ricomposta in forma logica almeno tramite i normali ricevitori di segnali.

Di grande importanza è la possibilità di utilizzare la trasmissione "digitale" per inviare o ricevere "dati" non necessitando, in questo caso, alcun modem (modulatore-demodulatore) che, viceversa, è indispensabile quando il messaggio è diretto, o ricevuto, nei confronti di sistemi informatici che, come detto, utilizzano lo stesso linguaggio binario.

In definitiva dunque la grande "rivoluzione" nelle ricetrasmissioni consentita dalla tecnologia digitale consentirà quel salto qualitativo e quantitativo sempre più richiesto anche dai comuni utilizzatori che non si accontentano più "solo" di parlare ma vogliono inviare e ricevere fax, accedere alle banche dati, comunicare con immagini, trasformare il loro telefono in una vera e propria stazione informatica.

m.g.l.

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