Ginevra-Svizzera

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Si svolto dal 10-17 ottobre TELECOM 99 + INTERACTIVE 99. L'importante manifestazione tenutasi al Palexpo di Ginevra, Svizzera ha costituito un vero e proprio apri pista ad una serie nutrita di riunioni a livello dell'Unione Internazionale delle Comunicazioni che avranno luogo sino al 2003. La prima sarà ITUTELECOM AMERICAS 2000, Riocentro, Rio de Janeiro, Brazil, 10-15 April 2000, seguita da ITU TELECOM ASIA 2000, Hong Kong Convention Exhibition Centre, Hong Kong, China, 4-9 December 2000, e, successivamente ITU TELECOM AFRICA 2001; ITU TELECOM AMERICAS 2002; ITU TELECOM ASIA 2002 ed, infine, TELECOM 2003 + INTERACTIVE 2003.

In queste occasioni si danno convegno i massimi rappresentanti delle diverse Autorità pubbliche che, nei rispettivi Paesi, hanno il compito di "gestire" il delicato comparto delle telecomunicazioni.

Telecom è nato nel 1971, a seguito di una decisione del Consiglio di Amministrazione dell'ITU (Unione Internazionale delle Telecomunicazioni) che ha nel suo seno la rappresentanza di oltre 200 governi nazionali e 500 tra compagnie ed organizzazioni del comparto e oltre ad organizzare gli eventi citati in premessa costituisce il massimo organismo all'interno del quale vengono decise le linee guida delle telecomunicazioni mondiali.

E' da sottolineare come l'Unione Internazionale delle Telecomunicazioni, avente sede a Ginevra, ha tra i suoi obiettivi quello "a) di mantenere e di estendere la cooperazione internazionale per il miglioramento delle telecomunicazioni di ogni specie; b) di favorire lo sviluppo dei mezzi tecnici ed il loro sfruttamento più efficace, allo scopo di aumentare il rendimento dei servizi delle telecomunicazioni, di estenderne l'uso e di generalizzare quanto più possibile la loro utilizzazione da parte del pubblico; c) di armonizzare gli sforzi delle nazioni verso questi fini comuni ...". L'ITU, ad esempio, ha steso ed adottato una convenzione internazionale delle telecomunicazioni il 25 ottobre 1973 a Malaga-Torremolinos, ratificata per l'Italia con legge 7 ottobre 1977 n. 790, pur riconoscendo ad ogni Stato membro "il diritto sovrano di disciplinare le proprie telecomunicazioni ..."

L'Unione, che si riunisce di norma ogni 5 anni, ha sancito la propria universalità registrando al momento della propria costituzione la presenza di plenipotenziari nazionali, di 111 Paesi oggi assai più numerosi anche a causa della successiva suddivisione del blocco dell'Est.

Tale dimensione consente di poter affermare che le occasioni di incontro quale è stato TELECOM 99 + INTERACTIVE 99 di Ginevra, rappresentano una finestra di indubbio valore sullo stato dell'arte delle telecomunicazioni nel mondo e, forse più importante, consente di cogliere quei segnali di mutamento destinati ad incidere profondamente nel settore nel breve e medio periodo.

Se in tale contesto, poi, viene a collocarsi la realtà europea, le sue mutazioni, le sue nuove leggi e direttive, allora ben si comprende come una visita a Ginevra non sia risultata solo utile.

Suddiviso in aree geografiche e tematiche assai vaste Telecom '99 ha messo in mostra tutto ciò che rappresenta oggi l'evoluzione della specie e costituisce il ponte naturale per il passaggio dall'analogico al digitale.

 

l'ing. Luciano Baldacci del Ministero delle Comunicazioni


Ovviamente l'attenzione della nostra visita si è maggiormente accentrata nei confronti dell'Italia. Nel corso della visita al Padiglione Italiano, che ospitava tra gli altri gli stand di Nicotra, IPM, Alcatel, Albacom, Marconi Communications e Prod.El, Alenia, PUB, Selta, SIAE e Cirte, abbiamo avuto l'opportunità di incontrare l'ing. Luciano Baldacci, direttore della III Divisione della Direzione Generale Concessioni ed Autorizzazioni, presente a Ginevra in rappresentanza del Ministero delle Comunicazioni.

E' stata un'occasione da non perdere e alle nostre domande concernenti in special modo la sorte del PMR e del PAMR, non sono mancate importanti risposte.

"L'introduzione della tecnologia digitale in Italia è uno dei principali problemi che il Ministero intende risolvere. Posso anticipare, seppure in via personale, che l'introduzione del TETRA sarà possibile non appena ultimato l'iter normativo necessario. Per quanto concerne la risorsa spettrale necessaria sono già stati individuati 119 canali a 25 kHz nella banda compresa tra 452 e 454,900 MHz. Per le apparecchiature abbiamo potuto constatare, proprio qui a Ginevra, che sono presenti e funzionanti validi sistemi Tetra offerti da diversi produttori. Similmente anche per la tecnologia UMTS numerose sono state le soluzioni esposte e i prototipi funzionanti hanno dimostra la grande varietà delle prestazioni che assicurano: visione video dell'interlocutore, trasmissione dati ad alta velocità e la grande versatilità di questi terminali di terza generazione nel settore della telefonia mobile che diventeranno familiari nel corso del prossimo duemila."

La nostra curiosità non si è però soffermata sul solo Tetra che pur rappresenta la grande aspettativa per il comparto interforze ed anche per il settore privato.

L'avvenire del PMR, del PAMR e dei sistemi multiaccesso ha formato oggetto di altre specifiche domande a cui l'ing. Baldacci non si è sottratto.

"L'occasione del prossimo Giubileo consentirà di verificare sul campo, in un un'area assai vasta quale è la città di Roma ed il suo hinterland, la validità di almeno cinque progetti che sono stati attivati oltre ad uno specifico sistema per il settore dei trasporti di persone interessante circa 4000 terminali; un sistema analogo verrà provato sperimentalmente anche a Napoli già dal dicembre 1999."

Abbiamo evidenziato come questo riguardi una tecnologia multiaccesso in fase di attuazione; mentre anche per le tecnologie oggi adottate i problemi non sono pochi.

Il decreto ministeriale 12 giugno 1998, abrogativo del precedente del 1994, ha fissato le nuove regole tecniche per l'omologazione degli apparati per il servizio fisso e mobile terrestre ad uso privato. In base a tale decreto a far data dal 1 dicembre 2006 non potranno essere più utilizzati apparati non omologati ETSI e il passo di canalizzazione dovrà essere di 12,5 kHz.

In parole povere vuol dire che tutte le apparecchiature non rispondenti dovranno essere poste fuori uso.

Abbiamo chiesto all'ing. Baldacci se tale data ha carattere definitivo oppure si potrà sperare in una proroga.

La risposta ottenuta non ha lasciato margini di dubbio.

"Il Decreto, frutto di una direttiva europea, non consente spazi di manovra. Non solo è opportuno avere consapevolezza che la data del 1 dicembre rappresenta il termine ultimo oltre il quale l'uso di apparecchiature non a norma sarà vietato e quindi perseguibile, per cui le relative procedure da attivarsi dai concessionari debbono aver luogo in epoca ben precedente. Vale a dire che per essere in regola le istanze, la scelta delle nuove apparecchiature, le eventuali modifiche od integrazioni da apportare all'impianto oggi in esercizio, debbono avere quale data ultima almeno la metà del 2005 in modo da consentire all'Amministrazione di rilasciare le relative concessioni e autorizzazioni, nel frattempo mutate in licenze individuali, autorizzazioni generali o libero uso, in tempo utile affinché l'installazione delle nuove reti possa essere ultimata prima del famoso 1 dicembre 2006".

Già i tempi. E' questo un altro dei punti dolenti del sistema italiano.

Non è possibile accelerare le procedure o meglio snellirle adeguandoci a quanto avviene in molti altri Paesi anche Europei?

"Pur non essendo un problema di mia specifica pertinenza nelle fasi non tecniche - ha precisato l'ing. Baldacci - condivido la necessità, anche per gli stessi dipendenti del Ministero, di riuscire ad evadere le pratiche assai più celermente di quanto non possa avvenire oggi. Ma la questione riguarda l'insieme delle procedure che sono un problema più normativo che tecnico. Le faccio un esempio: oggi per ottenere una concessione in ponte radio privato, sia pure facendo i conti con la drammatica situazione della ristrettezza delle frequenze, occorrono i pareri di tre Ministeri Difesa, Interni e Comunicazioni. Il via, vai delle "carte" comporta la perdita non certo di giorni ma di parecchie settimane. E' solo un esempio di come l'accelerazione dei tempi non dipenda dall'attività dei singoli ma dalle strettoie normative che debbono essere osservate.


Un altro esempio. Il caso della semplice sostituzione di un apparato con un'altro, correttamente omologato, all'interno di un sistema in ponte radio privato, comporta che il concessionario individui il tipo di apparato, richieda all'Amministrazione l'autorizzazione alla sostituzione, quest'ultima riceva la scheda tecnica del nuovo apparato, assuma una determinazione, modifichi la concessione (che deve riportare tutti gli elementi costitutivi dell'impianto), e comunichi all'interessato l'autorizzazione alla sostituzione e questi deve recarsi presso l'Ispettorato territoriale del Ministero per farsi rilasciare una nuova licenza di stazione recante, appunto, i nuovi dati dell'apparecchiature attivata in sostituzione di un'altra.

Il tutto, ad esempio, non è necessario quando una persona desidera cambiare il proprio telefonino. Entra in un negozio acquista un nuovo apparato, inserisce la carta SIM di quello vecchio e tutto è ok. Qualcosa di simile, ricorrendo magari all'istituto della autocertificazione e della comunicazione, potrebbe essere adottato anche per il PMR, con l'ausilio per le verifiche delle caratteristiche minime degli Ispettorati territoriali del Ministero, così come previsto dall'U.E. a partire dall'aprile 2000 e a seguito dell'abolizione delle necessità di omologazione a partire dalla stessa data, . Tali ipotesi sono attualmente allo studio nelle sedi opportune."

Nel ringraziare della cortesia l'ing. Baldacci dobbiamo però confessare che un dubbio ci è rimasto.

Nell'osservare quanto di nuovo ed futuristico era presente a Ginevra avremmo voluto trovare anche uno stand chiamato Europa ove tutto, norme, decreti, prassi, tempi era uguale.

Non ci resta che attendere ITUTELECOM AMERICAS 2000 (il prossimo appuntamento ITU) per vedere se questo stand potrà essere finalmente allestito.

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