IL MONDO DEL TELEFONO

CENTRALI E TERMINALI

Voler tracciare una quadro, seppur contenuto, dello stato dell'arte della moderna telefonia è un'impresa pressoché impossibile.

Numerose sono le entità che propongono soluzioni a livello di "consumer", più ristretta è la cerchia riferita ai grandi sistemi. E' parso dunque utile, al fine di una conoscenza di massima, invitare le aziende presenti nel comparto a fornirci notizie riguardanti la loro commercializzazione o produzione precisando che nulla avrebbe comportato, in quanto ad oneri, a loro carico.

Dobbiamo però rilevare che non tutti gli uffici di relazioni esterne hanno provveduto a segnalare la loro produzione.

Cercheremo peraltro di gettare uno sguardo d'insieme sulle "famiglie" telefoniche: le grandi centrali, i più modesti centralini, i diversi tipi di telefono, la telefonia cellulare, i cordless, i fax e le segreterie telefoniche.

Prima, però, si impone un'ulteriore precisazione.

Vivendo ancora in una situazione di "monopolio, è evidente che la grande produzione privilegi un rapporto diretto con i concessionari. Non sfugge infatti che sulla base di accordi di comparto una concessionaria può "destinare" quote di mercato a questo o quel produttore, suddividendone l'installazione a seconda delle zone o delle politiche aziendali e, quindi, alcuni produttori preferiscono affidare a Telecom la commercializzazione dei loro prodotti anzichè porsi sul mercato in libera concorrenza.

Se ciò aveva una sua logica in passato, oggi appare meno congruo rispetto alle diverse esigenze che sono venute maturando.

E' noto che con la liberalizzazione degli "acquisti telefonici" ogni utente può attuare, in ossequio alla normativa vigente, le proprie libere scelte. Anche nel caso di "contratto di affitto" con la Concessionaria, all'Utente rimane sempre la possibilità di "scegliere" il tipo di sistema da installare detenendo completa la possibilità di valutare se sia meglio acquisire direttamente l'hardware (di tipo omologato) o incaricare la concessionaria. Ciò fatta salva l'esigenza di formalizzare un rapporto contrattuale con la Telecom limitato però all'affitto delle sole linee telefoniche ed, eventualmente, alla manutenzione della rete e dei terminali.

In tale prospettiva, quindi, la conoscenza dello "stato dell'arte" può rivelarsi assai utile.

LE CENTRALI

Per le grandi centrali occorre suddividere il comparto in due: privato e pubblico. Intendendosi per il primo la rete della concessionaria e per il secondo le centrali presenti in grandi sistemi asserviti alle necessità di grandi clienti (Amministrazioni locali, Ospedali, Banche, grandi Società ecc.).

Chiarito questo punto parliamo delle maggiori presenze sul mercato: Alcatel, Ericsson, Italtel, Siemens Telematica e Philips offrono rispettivamente, al top della gamma: la centrale 1100/1000 Alcatel nelle diverse configurazioni; la centrale CONSONOTM MD110 della Ericsson; la centrale Italtel serie UT (Universal Telecommunications) per la rete pubblica, Siemens Telematica con la centrale HICOM e PHILIPS che propone la collaudata e moderna serie SOPHO iS3000.

Le prestazioni delle diverse centrali variano a seconda della conformazione ma, in generale, quelle di base sono tutte comprese nelle possibilità operative di ogni centrale, quindi piuttosto che elencare i servizi resi da ogni singolo modello pare più opportuno soffermarsi su quello che dovrebbe essere tenuto in attenta considerazione in relazione alle "proprie" necessità e, quindi, evidenziare come nella scelta delle diverse opzioni possibili dovrebbe essere privilegiato il fatto che le prestazioni ottimali risultano quelle che consentono l'aggiornamento ed il potenziamento della singola organizzazione interna al fine di raggiungere più alti livelli di produttività ed efficienza.

In tale contesto la possibilità permessa dalle moderne centrali di utilizzare la trasmissione digitale


(voce e dati) - ed il collegamento con la rete ISDN (Integrated Service Digital Network) che permette di effettuare, contemporaneamente, due comunicazioni a 64 kbit/s in fonia e dati, oltre all'utilizzo della futura ATM (Asynchronous Transfer Mode) che come è noto divide le informazioni voce, dati, testi, immagini ferme e video in segmenti a lunghezza fissa (celle ATM) che vengono trasmesse ad alta velocità attraverso una rete ottenendo in tal modo una larghezza di banda flessibile - può rivelarsi uno dei requisiti di maggior pregio.

Un'altra delle componenti che dovrebbero presiedere alle scelte è data dall'ingombro delle centrali, la loro ridondanza, la necessità o meno di condizionamento ed i consumi energetici.

Utile è anche considerare il linguaggio utilizzato per il software, la possibilità di accentrare i posti operatore, la disponibilità di intervento e controllo operativo anche da posti operatore remoti oltre alla possibilità di esaminare nel dettaglio il traffico telefonico in uscita, suddividendolo per centri di costo, articolare gli utenti in classi operative e quanto, più in generale, mira al contenimento dei costi.

Infine la possibilità di interfacciare la centrale con cordless multicella potrebbe rivelarsi preziosa in tutte quelle situazioni in cui l'operatività interna consiglia di non considerare "stanziali" gli addetti (normalmente reperibili presso il loro ufficio) ma semmai reperibili nell'"area" di lavoro (banche, ospedali ecc.).

Tali caratteristiche possono guidare, seppure con le ovvie limitazioni, anche nella scelta di "centralini" aventi dimensioni e capacità sensibilmente più contenute. E' da sottolineare al riguardo come i produttori sopra indicati dispongano di soluzioni "ridotte" rispetto al top della gamma che, però, mantengono intatte le caratteristiche di affidabilità e tecnologia presenti nel livello più alto.

I TERMINALI TELEFONICI

Sotto il nome di "terminali telefonici" intendiamo riferirci a tutto ciò che è situato a "valle" della centrale o della linea telefonica (nel caso di un utente singolo): apparecchi telefonici, cordless, cellulari, fax, segreterie telefoniche.

Numerosissime sono le entità di produzione o distribuzione di simili apparati; anche in questo caso illustrarle tutte è un compito impossibile.

Ci limiteremo perciò ad alcune, generali suddivisioni.

Nel caso dei telefoni la discriminante (visto che oramai la vecchia tastiera a disco è finita in soffitta o usata come simbolo di "revival") è tra telefoni a selezione decadica o a multifrequenza. Per i primi l'impulso generato dall'apparato simula un numero, per i secondi, l'impulso è rappresentato da una specifica "nota musicale".

Per fare un esempio: sino a pochi anni addietro le centrali di commutazione erano di tipo "meccanico", vale a dire che all'interno di esse una serie di relais venivano attivati ed ognuno rappresentava una cifra del numero chiamato; l'insieme dei relais attivati formava un numero che metteva in corrispondenza il chiamato con il chiamante. Caratterizzava questa procedura la "lentezza" necessaria per la composizione del numero chiaramente avvertita anche dai "clic" che si sentivano nell'azionare il disco selezionatore posto sul telefono.

Oggi nelle moderne centrali, di tipo digitale o numerico, la connessione non avviene più tramite l'attivazione dei relais ma viene realizzata in modo completamente elettronico. Ne consegue una maggior velocità di connessione e, per gli apparati a multifrequenza, anche la possibilità di ottenere nuovi e diversi servizi oltre al collegamento con reti dati.

La coesistenza dei due tipi di telefoni, decadici e a multifrequenza, è ancora operante a causa dell'esistenza di centrali non digitali.

Sempre in tema di esempi, e per maggiore comprensione, si pensi ad una segreteria telefonica. E' noto che il segnale da inviare, dall'esterno, verso il proprio telefono sotteso ad una segreteria telefonica al fine di ascoltare eventuali messaggi, è rappresentato da un codice. In quasi tutte le segreterie tale codice viene previsto in multifrequenza. Ora, utilizzando ancora telefoni decadici, occorre che il "tono od l'insieme dei toni" venga inviato tramite uno speciale accessorio che si incarica di trasmettere il segnale - sotto forma di "note" - che non potrebbero essere inviate da un telefono decadico.


Utilizzando telefoni a multifrequenza l'accessorio non è più necessario potendo l'apparecchio inviare, direttamente, le note richieste.

Questa è una delle tante possibilità della moderna telefonia conseguibili tramite i telefoni a multifrequenza. Altre, ovviamente, consentono l'accesso a speciali informazioni o, come nel caso dei servizi supplementari, permettono più agevolmente di poterne fruire.

Ritornando quindi al tema iniziale un telefono a multifrequenza oltre a garantire la possibilità di un uso assai diversificato rispetto al telefono "normale decadico", permette anche una velocità d'uso assai maggiore rispetto al passato.

Sul mercato esistono moltissimi apparati a multifrequenza che possono funzionare, vista la situazione non ancora completamente definita del passaggio tra centrali elettromeccaniche a quelle digitali, in entrambi i modi: di certo è che nel prossimo futuro tutti gli apparati telefonici funzioneranno mul

multifrequenza.

Ma l'altra "novità" che interessa più da vicino gli utilizzatori è rappresentata dai "cordless" o telefoni senza fili.

Non esiste praticamente settore operativo o realtà privata che non utilizzi questo tipo di telefono.

La sua comodità è fuori discussione: fruendo dall'avvento della telefonia mobile cellulare la riscoperta del cordless ha coinvolto anche il domestico. Quello che è importante sottolineare, tuttavia, è il fatto che con l'introduzione dei telefoni cordless multicella la perdita della "coda" (cordone di borchia) del telefono, ha aperto scenari sino a poco tempo addietro non facilmente immaginabili.

In tutte quelle situazioni in cui è necessario che un utente si sposti dal suo posto di lavoro, rimanendo però sempre reperibile, il cordless è la soluzione ottimale.

Anche in questo comparto non vi è che l'imbarazzo della scelta.

L'importante è però sapere che non tutti i cordless presenti sul mercato possono essere impunemente utilizzati.

La normativa in vigore specifica chiaramente quali siano i cordless d'uso permesso. Frequenza d'uso e potenza di emissione sono chiaramente indicati nel D.M. Ministero P.T. 5/7/1983 "approvazione della norma tecnica per i telefoni senza cordone" e costituiscono il presupposto fondamentale affinché i cordless possano essere omologati. Usare frequenze e potenze di ricetrasmissione diverse rispetto a quelle indicate è vietato in quanto, in questi casi, il cordless diventa una vera e propria stazione radio ricetrasmittente ed è assoggettata alla normativa prevista dal Codice Postale (l. 156/73) che, al riguardo, al suo art. 195 così come modificato dalla l. 223/90, prevede pesanti sanzioni, anche di tipo penale, per i trasgressori.

Sono oramai oltre una ventina i fornitori che propongono cordless di tipo omologato e non si capisce proprio perché un utente debba rischiare considerando oltre tutto, che i costi sono in continua discesa.

Ci limiteremo ad indicarne alcune (per il comparto monocella ma che offrono, in alcuni casi, anche quelli "multicella"): Alcatel Dial Face, Flyphone, General Electric, HI-Tel, Italtel Siemens, Martin Dawes, Master Verophone, Oki, Panasonic, Philips, Promelit, Roadstar, Saiet, Samsung, Sanyo, Uniden, VT Telematica.

Fratello maggiore e assai più utilizzato è il telefono cellulare: il cosiddetto telefonino.

Basta scorrere la pubblicità che "invade" carta stampata e radiotelevisione per valutare quanti e quali siano i "tipi" e le "marche" proposte.

La comparsa poi del GSM (il cellulare digitale) ha aumentato sia le offerte che i tipi.

Alcatel, AT&T, Bosch, Ericsson, General Eletric, Italtel, Martin Dawes, Mitsubishi, Motorola, NEC, NOKIA, OKI, Olivetti, Panasonic, Pionier, Roadstar, Samsung, LC SHARP, Siemens, Sony, Spal, Toshiba, Urmet fanno a gara per offrire telefoni sempre più piccoli, dall'aspetto accattivante ed aventi autonomia sempre più consistente, funzionanti sia nel "vecchio" TACS che nel nuovo GSM.

Telecom Italia Mobile, per parte sua, presenta nel suo "listino" numerosi tipi, marcati Telecom, prodotti dalle diverse case per essere distribuiti tramite la concessionaria. Omnitel (nel campo del


GSM) segue lo stesso esempio.

Questo senza soffermarsi sul settore degli accessori (viva voce e kit per l'auto, ricarica batterie ecc.), che rappresentano un comparto in continua evoluzione e quello del "telecomputer" (connessione tra cellulare e PC portatile) che trasforma il cellulare in un vero e proprio ufficio al seguito dotato di fax, segreteria telefonica ed accesso alle banche dati.

L'elemento da evidenziare, semmai, è un'altro: i prezzi sono in caduta libera per cui non è proprio assurdo pensare che in futuro potrebbe verificarsi la situazione che la sottoscrizione di un abbonamento con uno o un altro concessionario darà diritto ad avere "gratis" il telefonino. Le campagne "acquisti" in atto che affiancano già la consegna del telefonino (a prezzi di favore) con un "omaggio" di notevole valore commerciale, la dicono lunga su questa tendenza.

In ultimo vogliamo ricordare i fax e le segreterie telefoniche.

"Faxare" è il neologismo (pessimo) usato sempre più di frequente. Si faxa in ufficio, da casa, tra gli amici. Si mandano auguri, pubblicità, annunci di matrimoni (o di divorzi).

Aldilà di un uso disinvolto (e a volte eccessivo) il fax è indubbiamente uno strumento utilissimo.

La sua diffusione è andata di pari passo con la sua evoluzione tecnologica. Per la carta la schiavitù della termica è abbondantemente dimenticata mentre sono sempre più frequenti quelli che racchiudono in un solo apparato le funzioni di fax, segreteria telefonica e cordless (anche multiterminale) mentre i messaggi ricevuti (testi o disegni) vengono registrati "in digitale" per essere successivamente trasferiti su carta; nel contempo la necessità di avere una linea "dedicata" per il fax è un ricordo.

Un mondo che cambia, dunque, quello telefonico. E cambia con una velocità impressionante.

Non era e non è nostra intenzione stendere "cataloghi" di prodotti. Il tentativo, piuttosto, è stato quello di attirare l'attenzione anche sul "telefono" destinato, anch'esso, a diventare sempre più strumento telematico anzichè rimanere confinato nella ristretta cerchia, peraltro utilissima, del modo di comunicare.

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