Private Mobile Radio

E' INUTILE INSISTERE

SERVE SEMPRE

Abbiamo avuto diverse occasioni per ribadire il concetto che un collegamento via radio oltre ad offrire caratteristiche indubbiamente interessanti deve essere considerato uno strumento al cui uso debbono agevolmente adeguarsi tutte le strutture destinatarie del sistema.

La premessa è necessaria specie nell'attuale circostanza che vede tendenzialmente privilegiare (sotto le pressioni del mercato), una soluzione ricondotta nell'ambito della telefonia mobile anzichè esaminare compiutamente le grandi possibilità insite in un radiocollegamento privato operante in regime di concessione.

Pur senza valutare attentamente costi d'esercizio e prestazioni tra i due tipi di sistemi, che indubbiamente dimostrano la grande convenienza del radio mobile privato rispetto alla telefonia cellulare, per le prestazioni è utile valutare compiutamente le esigenze di ogni struttura destinataria del sistema.

Infine, sempre nell'ambito della scelta verso uno o l'altro dei sistemi, occorre considerare che la "copertura" radio necessaria non sempre è assicurata dalle reti delle telefonia cellulare: tipica al riguardo è la rete dei servizi di un'azienda di trasporto che non si limiti al centro cittadino ma estenda la propria attività in zone preferiche o montane. In questi casi solo con una rete realizzata in ponte radio privato è possibile coprire tutto il territorio.

Chiarito quindi il concetto della convenienza e dell'opportunità che ogni entità di servizio o produzione non abbandoni con superficialità l'idea del PMR (Private Mobile Radio) prestando eccessiva attenzione ai "saldi" (una specie di 3 x 2) che pervengono dalla telefonia cellulare, la nostra analisi rimarrà circoscritta all'ambito del radiocollegamento in ponte radio privato.

L'occasione ci è altrettanto utile per ribadire un'altra convinzione più volte espressa.

Nel nostro Paese il PMR deve cessare di essere considerato con una sorta di "sostituto" di altri sistemi di comunicazione, la telefonia mobile in primis.

Deve viceversa ricevere eguale attenzione alla luce della sua insostituibilità in mille ed una occasione. Ritenere che migliaia di concessionari di tali servizi operanti nel nostro Paese appartenengano ad una specie di riserva indiana, è fuorviante di una realtà attiva e vivace. Il settore chiede, a buon

diritto, di poter operare con tutte le risorse che la tecnologia oggi rende disponibili. Se un compito spetta al Ministero ed al Legislatore in particolare, questo è di adeguare la nostra realtà al resto dell'Europa e porre in atto tutte quelle iniziative che consentano la realizzazione di collegamenti affidabili e funzionali.

Trincerarsi dietro la ripetuta scusa della "scarsità delle frequenze" è un alibi che non convince proprio nessuno quando la tecnica consente di utilizzare al meglio lo spettro radioelettrico.

Al pari non può più essere tollerato un sistema che impone di aspettare mesi od anni prima di poter realizzare un'infrastruttura vitale per l'operare di molte aziende.

Anche questo dovrebbe essere il compito di un Legislatore attento.

Ciò premesso è indubbiamente importante valutare come la scelta di un sistema assuma particolare importanza nel contesto più generale di una ristrutturazione o dell'adozione di un radiocollegamento.


Nello scegliere sistemi tradizionali la preferenza deve essere rivolta a quelli che non solo possono soddisfare le esigenze del momento e corrispondere ai naturali principi di economicità e convenienza ma consentire di valutare come essi possano in futuro crescere senza dover sottostare ad una completa sostituzione delle apparecchiature quando, per motivi organizzativi o funzionali, si imponga un ampliamento od una radicale trasformazione dello stesso sistema.

Ne consegue dunque che due sono principalmente gli aspetti da valutare: il primo che è rappresentato dalla semplicità dell'uso delle apparecchiature, mentre il secondo deve individuare le prestazioni che il sistema deve fornire senza alcun pregiudizio ad un loro ampliamento ed integrazione nel futuro.

Per comodità di linguaggio si può affermare che i sistemi in ponte radio privato possono dividersi in tre grandi settori: a rete libera, reti selettivate, sistemi di autolocalizzazione e monitoraggio.

Comuni ad entrambi sono le tipologie delle apparecchiature in essi presenti: ricetrasmittenti fisse, mobili o portatili con la presenza o meno di centri operativi e con l'ausilio, nella maggioranza dei casi, di stazioni automatiche di ripetizione dei messaggi (ponti ripetitori).

Le tecniche di comunicazione, in ognuna di queste famiglie, possono essere simplex, half-duplex o duplex.

Succintamente ricordiamo le differenze tra le diverse "famiglie".

Conformazione a rete libera: in questa conformazione le ricetrasmittenti della rete sentono tutte le conversazioni: la chiamata e la relativa risposta avvengono "a voce".

Ogni stazione perciò utilizza la sola "fonia" (conversazione), i messaggi vengono inviati e ricevuti in chiaro, non vengono utilizzati "messaggi precodificati", non è possibile individuare, automaticamente, l'identità del chiamante. Non sono previsti sistemi di sicurezza e di controllo.

Le nuove norme, peraltro, sconsigliano l'adozione di reti in questa conformazione preferendo quelle selettivate ma, in alcuni casi, l'ascolto collettivo è necessario come, ad esempio, nel caso della Polizia Municipale ove gli operatori esterni devono seguire l'intero traffico radio perchè un evento, a prima vista estraneo a questo o quell'operatore, potrebbe avere effetti

conseguenziale anche sul settore soggetto alla sua sorveglianza.

La naturale evoluzione del settore tra prima e seconda generazione, o più propriamente, tra prima e seconda "famiglia" di radiocollegamento, è rappresentata dall'introduzione dei codici ad alta velocità nelle comunicazioni commerciali che ha rappresentato un vero e proprio salto di qualità cui, parallelamente, ha fatto riscontro un aumento significativo delle prestazioni.

Sono utilizzabili diversi sistemi di segnali o di "toni o bitoni" che da un lato consentono la selettivazione del traffico radio (viene chiamata una sola stazione e le altre rimandongo escluse), dall'altro integrano assai bene le comunicazioni "in voce".

Ricetrasmessi a velocità assai alte sono imposti da precisi standard e consentono prestazioni diversificate. Tra tutti quelli che permettono la più ampia gamma di prestazioni sono quelli in FFSK. Ad una maggiore velocità, sommano la quasi inudibilità e la possibilità di essere utilizzati per la ricetrasmissione di messaggi alfanumerici.

Sempre con il tramite dei segnali di cui trattasi è possibile lanciare un allarme, attivare un servomeccanismo, conoscere una situazione ecc.

Come si vede dunque con la seconda generazione dei radiocollegamenti le reti forniscono nuove e ben più ampie prestazioni della semplice comunicazione in fonia.

Se poi a questo uniamo la considerazione che in relazione alla difficoltà di avere a disposizione diverse frequenze d'esercizio a causa della congestione del "traffico radio", occorra "stare in aria" il minor tempo possibile per consentire il maggior numero di chiamate, allora l'utilità dell'uso dei "messaggi precodificati" si commenta da sola alla luce del fatto che una chiamata in fonia, sempre che non si tratti di un operatore particolarmente prolisso, impegna la rete per circa 30 secondi e un segnale codificato è inviato, ricevuto e decodificato nell'ordine dei millisecondi.


Il monitoraggio e la localizzazione rappesenta il terzo livello dei sistemi.

Senza volere in questa occasione approfondire la questione, sottolineamo come esso fornisca tutte le prestazioni delle generazioni precedenti ma, privilegiando la parte "dati" rispetto alla parte "fonia" è in grado di fornire automaticamente e con continuità la posizione delle singole stazioni operanti, i dati immagazzinati nella memoria remota di ogni stazione, le condizioni viarie ecc. Fornisce altresì, tramite appositi centri computerizzati, elementi di paragone nei confronti di un piano di servizio o di una situazione di normalità preventivamente individuata, segnalando ad un centro di controllo o di statistica le discordanze o le anomalie, consentendo in tal modo, in tempo reale, di intervenire per ricondurre a norma una qualsiasi situazione.

Utilizzata per i servizi di trasporto, per compiti di polizia od assistenza, questa "generazione" di radiocollegamenti non pare utilizzabile in situazioni piccole o limitate a causa dei costi d'impianto che sono notevoli anche se, in una economia più generale, le prestazioni che garantisce consentono grandi risparmi ed elevati livelli di servizio e sicurezza.

mgc


I NUOVI SISTEMI DI RADIOCOMUNICAZIONE DIGITALE

PER USO PROFESSIONALE SONO FINALMENTE UNA REALTÀ'

E IN ITALIA?...

di Marco Pezzoni - Simoco Italia

La modernità e civiltà di uno stato si possono valutare in tanti modi: uno di questi è sicuramente l'efficienza e la capillarità dei suoi servizi di pubblica sicurezza. Tutti noi abbiamo bisogno della protezione discreta ma vigile dei servizi di polizia per prevenire e combattere il crimine; del pronto intervento dei servizi di emergenza sanitaria in caso di malattia o incidente; dei vigili del fuoco quando scoppia un incendio o, per contro, si verifica un allagamento; della protezione civile quando si verificano calamità naturali di vario tipo. Naturalmente non si vuole dare qui un elenco esaustivo, ma solo alcuni esempi.

Tutti noi siamo pronti a criticare questi servizi quando, spesso senza renderci conto di quello "che ci sta dietro", riteniamo che l'intervento effettuato sia stato in qualche modo inefficiente. Spesso, questa critica è rivolta in particolare ad aspetti di tempestività e coordinamento.

Due caratteristiche fondamentali accomunano a nostro avviso tutti questi servizi: si svolgono sul territorio e sono effettuati da squadre di persone che lavorano insieme e/o in modo coordinato. Lo stesso dicasi per altri servizi, quali radio-taxi, trasporti pubblici e privati, aziende municipalizzate, ecc.

Mobilità, lavoro di gruppo, tempestività e coordinamento sono le ragioni fondamentali della necessità di servizi di radiocomunicazione specifici, che i sistemi di telefonia cellulare oggi sempre più imperanti difficilmente possono soddisfare.

TETRA (TErrestrial Trunked RAdio), il nuovo sistema di radiocomunicazione digitale sviluppato in ambito europeo, nasce proprio per rispondere a queste esigenze. Consente infatti, tra l'altro, di:

gestire le frequenze in modo dinamico, trasparente per l'utilizzatore;

instaurare chiamate in tempi ridottissimi, tipicamente inferiori a 300 ms;

effettuare senza limiti chiamate di gruppo, dove chi parla viene ascoltato da tutti gli altri;

effettuare chiamate ad altri utenti radio o ad utenti telefonici in "full-duplex" (parla-ascolta contemporaneo);

fornire servizi specifici alle centrali operative, inclusa la possibilità di creare gruppi di utenti ad hoc (dinamici) per interventi particolari o imprevisti;


 

gestire chiamate dirette tra utenti mobili senza coinvolgere l'infrastruttura di rete (direct mode), per ottimizzare la comunicazione di squadre impegnate in aree circoscritte (ad es. l'incendio di un palazzo).

La trasmissione dati, sempre più importante per inviare testi scritti, stati operativi, localizzazione, assegnazione di compiti o chiamate, per interrogare banche dati, per inviare in anticipo i risultati delle analisi fatte a bordo del mezzo di soccorso, è consentita da TETRA fino alla velocità di 28800 bps e con contemporaneità di voce e dati.

Tutti i sistemi di radiocomunicazione, però, hanno bisogno di frequenze per poter operare. Le frequenze sono un bene comune e come tale giustamente gestite e assegnate dall'Amministrazione dello Stato. In altri Paesi è stato creato un ente apposito, al di sopra delle parti (inclusi i Ministeri), che elabora e gestisce un piano regolatore delle frequenze in linea con le evoluzioni tecnologiche e le direttive di organismi internazionali quali CEPT e WRC, e che assegna le frequenze in concessione ai vari utilizzatori secondo necessità.

Inoltre, in molti paesi d'Europa si è ormai consolidato un meccanismo pressoché automatico di recepimento delle raccomandazioni tecniche elaborate in ambito europeo, ad es. da ETSI, e delle direttive emesse da CEPT. In Italia è invece ancora necessario recepire raccomandazioni e direttive con decreto. Una volta fatto questo, è necessario un ulteriore decreto che definisca le "regole del gioco": quali servizi sono consentiti e a chi, su quali frequenze, con quali caratteristiche, ecc.

Per quanto riguarda TETRA, ETSI ha definito le specifiche tecniche e CEPT ha individuato diverse bande di frequenza possibili. Nell'ambito dei servizi di Pubblica Sicurezza, il Gruppo di Schengen ha definito servizi specifici e la NATO ha messo a disposizione una banda di frequenze apposita. Ma il Governo Italiano non ha ancora recepito nulla di tutto questo. Il nostro Paese sta vivendo in questi ultimi mesi una notevole "rivoluzione" per quanto riguarda i servizi di tele e radiocomunicazione, e sono state pubblicate leggi che liberalizzano praticamente tutti i servizi (ossia istituiscono quella "de-regulation" da tempo concordata in sede UE)... ad eccezione dei servizi di Radio Mobile Professionale.

Nel frattempo, invece, in diversi altri Stati sono state avviate sperimentazioni, gare per servizio pubblico (PAMR) e privato, sono stati sottoscritti ordini. Uno di questi, il primo relativo ad un sistema TETRA con vari ripetitori, è stato sottoscritto dal Servizio Ambulanze del West Midlands, in Inghilterra. Fornito da SIMOCO, sarà operativo da metà 1998 e contribuirà ad aumentare il grado di efficienza e tempestività del servizio grazie alle nuove prestazioni di controllo flotta e alla nuova integrazione possibile tra le apparecchiature di bordo e quelle della centrale operativa. Un altro sistema, sempre fornito da SIMOCO, verrà installato a Gibilterra ad uso delle Forze di Polizia, in un territorio di dimensioni ridotte ma orograficamente molto complesso.

L'auspicio e la speranza di noi che usufruiamo dei servizi ma anche, ne siamo convinti, degli operatori che questi servizi li forniscono, è che anche in Italia si possa arrivare presto ad avere tutta quell'impalcatura di leggi necessaria per poter cominciare ad usufruire della nuova tecnologia TETRA.

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