TENDENZE TECNOLOGICHE

NELLE TELECOMUNICAZIONI

Sunto del contributo reso dal direttore di Tecnews alla conferenza sui Media in Liguria: "L'Emittenza radiotelevisiva, l'editoria, la pubblicità", organizzata dalla Regione Liguria - Co.Re.Rat.- Genova 1997

La rapidità dei cambiamenti imposti dal progresso telematico non consente di tracciare uno scenario completo del comparto delle telecomunicazioni.

La stretta correlazione tra gli strumenti telecomunicativi (reti, satelliti, cavo, etere) e le notizie-comunicazioni-informazione che tramite di essi giungono oramai in ogni dove senza legami rappresentati da sedi o infrastrutture, consiglia quindi di affrontare il tema suddividendo per grandi famiglie o comparti gli strumenti del comunicare o dell'apprendere alfine di schematizzare, certo in modo superficiale, sia lo stato dell'arte (le odierne possibilità), sia l'evolversi della tecnica (il domani telematico).

Il tutto con una necessaria premessa: occorre ricordare la frase, cinica seppur deliziosa, dell'economista Milton Friedman "Non esistono pranzi gratis". Vale a dire, come riportato opportunamente nella collana "In rete" della Castelvecchi (Riccardo Staglianò: Comunicazione interattiva), nessuno regala niente anche se sembra che sia così. Se mangiate dovete pagare qualcosa a qualcuno: il prezzo al ristoratore, la riconoscenza ad un amico, la noia di ascoltare chiacchere nelle cene di gala.

Ciò vale per la "nuova pubblicità"; ciò è confermato nell'esplosione dei "nuovi nomadi": i naviganti di Internet.

In altri termini occorre sempre ricordare che il progresso telematico, la nuova telefonia, la televisione interattiva, anche se sono destinati a segnare in maniera significativa ogni attimo della nostra vita, debbono essere considerati come una mutazione necessaria, utile, per certi aspetti indispensabile ma, giammai, a costo zero, anche se questo costo potrebbe, in ipotesi, essere rappresentato solo da una lieve interferenza nella nostra privacy.

Ciò non ha affrancato la ricerca dal muoversi con una rapidità eccezionale, attraverso le sue proposte al mercato.

Sulla scia dell'esplosione della telefonia mobile cellulare che ha "imposto" l'abbandono della residenzialità del telefono (e delle sue oggettive limitazioni), sia nel comparto delle comunicazioni personali (telefonia) che di quello dell'informazione-comunicazione collettiva (radio e televisione), così come nel settore dei "vettori" ricetrasmissivi (etere, cavo, satellite), le novità concretizzatesi nel corso dell'ultimo anno sono molte e significative.

Sono essenzialmente tre i comparti interessati: la telefonia, i media telecomunicativi (TV e radio), le reti informatiche.

Integrandosi e a volte interagendo tra loro, ognuno di questi settori ha, di fatto, reso assai labile il confine che sino a pochi anni addietro li confinava, per quota parte, in mondi diversi.

TELEFONIA

La trasformazione della rete pubblica di telefonia da analogica in digitale, con la conseguente sostituzione delle vecchie centrali di commutazione in quelle numeriche, il cablaggio delle dorsali in "larga banda" e la copertura dell'"ultimo chilometro" intendendosi con ciò il segnale portato con tale tecnologia sino all'utilizzatore finale, rappresentano gli aspetti più evidenti della "nuova" telefonia.

Se a ciò aggiungiamo il formidabile sviluppo della telefonia mobile cellulare (sono oltre 8 milioni gli utenti dei telefonini nel nostro Paese), si può avere, con immediatezza, la consapevolezza di


come il modo di telefonare ed i servizi che attraverso di esso sono possibili, sia profondamente mutato nell'arco degli ultimi cinque anni.

Tra non molto un "terzo gestore" della telefonia cellulare mobile (operante sui 1800 MHz) "concorrerà" ad un'ulteriore diffusione del telefono senza coda, mentre per entro l'anno inizierà probabilmente il servizio del DECT il cordless (telefono senza fili) cittadino.

Ma la trasformazione della telefonia non è limitata al "modo" di telefonare. La grande novità è rappresentata dai diversi "servizi" che consente e che sono offerti agli utilizzatori e che, nella telefonia mobile, vanno ben al di là dell'uso del fax o della possibilità di utilizzare le diverse banche dati o reti informatiche.

Degno di particolare nota, tra questi servizi, è quello rappresentato dal SMS ( Short Message Service).

Con tale servizio è possibile, utilizzando il canale "di servizio" della rete, trasmettere verso il terminale periferico o viceversa (attraverso un'apposita interfaccia), una stringa di caratteri (<= 160); "messaggio" che può apparire sul "visore" del telefonino.

E' intuibile rilevare come questa nuova possibilità apra scenari assai diversi rispetto a quelli costituiti dal tradizionale telefono.

Tralasciando l'utilizzo di tale tecnica per quelle esigenze rappresentate dalla localizzazione dei mezzi o per vari sistemi di allarme, non è assurdo valutare come possa già prefigurarsi un modo molto più articolato dell'uso del SMS.

Al proposito è forse opportuno ricordare un'esperienza statunitense (in via di utilizzazione anche da noi) che affranca i corrispondenti dal pagamento della telefonata a patto che venga sottoscritto un abbonamento che permette ad un "provider" di far loro ascoltare prima o durante la telefonata, messaggi pubblicitari.

Gli esempi, anche in questo caso, confermano l'abbattimento della schematicità dei diversi mondi ma, piuttosto, ne conclamano la interdisciplinarità o reciproca interdipendenza.

RADIO E TELEVISIONE

Proprio richiamando la citata larga banda (o rete a fibra ottica) appare subito chiaro come i sistemi ricetrasmissivi della comunicazione-informazione circolare siano destinati a variare con grande rapidità.

Ricordando opportunamente l'oramai acquisita consapevolezza (da parte di tutto il Parlamento) della modifica della 223/90 (legge Mammì), è necessario sottolineare che, forse, i diversi progetti legislativi non tengono conto della rapidità della mutazione tecnologica.

Ritenere che le trasmissioni via satellite siano una sorta di ghetto in cui relegare questa o quella rete nazionale e non, viceversa, che la tecnologia del satellite guiderà inevitabilmente l'evoluzione delle reti nazionali, è probabilmente un modo superato di concepire la soluzione degli innumerevoli problemi, non certo solo tecnici, che assillano i legislatori.

In contrapposto l'utilizzazione del cavo (la famosa strada informatica rappresentata dalla cablatura delle città e che verrà posta a disposizione di chi vorrà transitarvi con i propri messaggi) consentirà di mettere a disposizione degli utenti un grande numero di canali (anche locali) che permetteranno da un lato di superare la contrapposizione tra la TV generalista e quella tematica e, dall'altro, offrirà una grande possibilità alla pubblicità di individuare maggiormente aree o tipologie da "aggredire".

In tal modo mentre l'etere perderà la sua "centralità", si affacceranno nuovi soggetti che "venderanno" palinsesti personali e composti a piacimento.

Si osservi come anche questo campo il Concessionario pubblico della telefonia abbia segnato una propria presenza, confermando quella richiamata interdisciplinarità tra telefono e radiotelevisione. Presenza, che sempre da parte della Telecom, viene riaffermata anche nel comparto delle reti informatiche.

Questa considerazione anche se, proprio per le sue innegabili proprietà di "presenza", è maggiormente indicata per la televisione non lascia indenne il comparto della radiofonia che, peraltro,


nell'oggi è particolarmente attento alla creazione di network, piuttosto che continuare a percorrere la strada che l'ha resa utilmente vicina agli utenti al suo insorgere, tralasciando in tal modo, salvo qualche lodevole eccezione, la sua originaria vocazione.

Proprio la telefonia suggerisce però una considerazione.

Come per la telefonia, resa grande dal non dover essere legati ad una sede per la sua utilizzazione, anche la radio può ritrovare una nuova giovinezza sempre che la strada dell'informazione nel locale non venga abbandonata: è sufficiente al riguardo pensare alle grandi risorse delle "dirette" rese possibili proprio dalla più volte ricordata telefonia cellulare.

La radio può e deve essere anche uno strumento da "tempo reale" e non deve viceversa limitarsi, come purtroppo sta avvenendo, a trasmettere programmi preimpostati che "staccano" sul locale quasi sempre solo per la pubblicità.

Insiste sul settore, giova ricordarlo, una grave "vacanza" legislativa.

La mancanza di quel piano delle frequenze radiofoniche che doveva "precedere" il rilascio delle concessioni, condiziona pesantemente ogni auspicato sviluppo e razionalizzazione della radio.

Problemi di interferenza, carenza di segnale, particolarmente avvertiti in realtà orografiche di difficile copertura, non permettono quella "affidabilità" e livello del segnale radio che, spesso, indispettisce ed allontana possibili ascoltatori.

Anche sul piano degli investimenti, poi, tale carenza riverbera i suoi nefasti effetti. Inoltre, al contrario della televisione, la soluzione del cavo appare più distante nel tempo sia per i diversi interessi in gioco sia perché la radiofonia è anche, a volte soprattutto, un sistema da "movimento".

LE RETI INFORMATICHE

Della trilogia comunicativa fanno anche parte le reti informatiche o teleinformatiche.

Tra tutte la "rete" in assoluto è Internet.

Anche se è più corretto dire che Internet è un insieme di reti, è forse utile rilevare come essa, per alcuni aspetti, possa rappresentare il vero stravolgimento tecnico-politico del modo di comunicare, informarsi, vendere, acquistare, lavorare, conoscere o studiare accennato nelle premesse.

Internet è una grande rete informatica che collega milioni di computer e decine di milioni di persone in tutto il mondo.

Grazie alle sue grandi possibilità di comunicazione, la rete si è estesa rapidamente e,

agevolata della sua caratteristica di estrema democraticità, Internet non risponde a espansioni programmate ma "cresce" attraverso la spontanea adesione di nuovi soggetti.

Un tale fenomeno di diffusione, destinato a crescere in maniera geometrica, potrà indubbiamente avere riflessi notevoli anche nell'intero comparto delle telecomunicazioni. Questo anche alla luce dell'attenzione ad esso rivolta dalla Telecom con la sua Video-On Line e dal Governo che ha ufficializzato l'uso del telefono per i collegamenti Internet,

Anche se non crediamo che la "pubblicità" su Internet conoscerà giorni migliori di quelli che hanno segnato il passaggio della Video On Line in seno alla Telecom, per il semplice ragionamento che la pubblicità "non" deve costare per il destinatario e in rete, essa costa, esistono pur sempre forme di comunicazione-commerciale utilmente adottabili.

Analogo sarà lo sviluppo del poter acquisire, confrontare, conoscere attraverso Internet.

In questo segmento i risultati sono già sotto gli occhi di tutti.

Ancora da sviluppare, se risulterà possibile e produttivo, il settore dell'informazione da realizzarsi però con formule originali.

In una sorta di sfida di carta contro bit si è registrato, in America, il netto prevalere della prima contro i secondi.

Il pubblico medio di un periodico di due settimane di una rivista informatica è stato di 3.256.500 persone contro le circa 200.000 della sua versione elettronica.

Alla base di ciò, e quindi della validità del messaggio pubblicitario contenuto nelle diverse pubblicazioni, sta il fatto che "una notizia su Internet deve essere cercata e non può giungere in modo


intrusivo".

Diverso potrebbe però essere il discorso della "informazione" gratuita o dello "spettacolo" posto a disposizione dei naviganti di Internet che potrebbe anche contenere messaggi pubblicitari.

Si valuti, ad esempio, come sia già possibile, tramite Internet, effettuare una "comunicazione" con l'Australia al costo di una semplice telefonata urbana e sia stata recentemente presentata una speciale "scheda-hardware" in grado di ricetrasmettere a velocità assai maggiori di quelle oggi utilizzate. Elementi questi da non sottovalutare nella dinamica dello sviluppo, nei diversi campi, di Internet.

La globalizzazione di un mercato Europeo, in cui l'Italia è al tempo stesso consumatore e fornitore, potrebbe trovare forme di utilizzazione della rete assai più vaste del semplice "home-shopping", "homebanking", "video on demand" già attuate ed attuabili con la telefonia e in cui il ricordato TV-Computer è il nuovo "telelettrodomestico" da installare in casa. In conclusione si può affermare che la "nuova" informazione e comunicazione dovrà riguardare nel prossimo futuro più il suo modo di essere e realizzarsi, piuttosto che scoprire nuovi strumenti per farlo.

Nell'ultimo scorcio di questo millennio la tecnica ha già fornito validissime risposte per "inviare e trasportare" immagini, suoni e parole. Il mercato per parte sua si appresta ad utilizzarli. Il terzo soggetto di questa partita, il produttore di informazione o si adegua o rischia di rimanere, in modo, irrimediabile, indietro mentre altri sono pronti a prendere il suo posto.

Il legislatore italiano, infine, o ragionerà con eguale velocità oppure rischia di perdere, ancora una volta, una splendida occasione.

RITORNA ALLA PAGINA PRINCIPALE