CHE FINE FARA' IL VHF MARINO?

Nello scorso mese di febbraio ha visto la luce, negli Stati Uniti, il "Telecommunications Act", destinato a provocare un vero e proprio terremoto normativo in un settore che da molti decenni non registrava cambiamenti così radicali. Gli effetti saranno particolarmente avvertiti nel settore dell'elettronica nautica e dai suoi utenti. Il "Telecommunication Act" tocca, infatti, questioni che riguardano sia la marina mercantile, le cui grandi navi ricadono nell'orbita del GMDSS (Global Maritime Distress and Safety System = sistema globale di sicurezza e soccorso marittimi), sia le imbarcazioni da diporto o comunque le imbarcazioni anche da lavoro non soggette alla questa normativa.

Tali importanti novità, vincolanti negli Stati Uniti, sono inevitabilmente destinate ad essere "avvertite" anche dagli altri Stati o, comunque, avranno grossa rilevanza nella normativa europea.

GMDSS E STAZIONI RADIO-TELEGRAFICHE.

II "Telecommunications Act" invita tutte le navi operanti sotto le direttive SOLAS (Safety of Life At Sea = sicurezza della vita in mare) ad adeguarsi alle disposizioni del GMDSS, la cui ottemperanza elimina l'esigenza a bordo di una stazione i radio telegrafica con uno o più operatori.

In pratica l'adozione dei sistemi radio e di sicurezza del GMDSS rendono superflua la presenza degli operatori manuali, obbligatoria fino a oggi. Il punto delicato e pero rappresentato dall'individuazione di quale Autorità sarà titolata ad effettuare i controlli necessari per stabilire se le stumentazioni di bordo rispondano ai requisiti GMDSS e se vengano utilizzate a dovere. La soluzione non si presenta facile ed anche nel nostro paese una risposta certa dovrà essere fornita al riguardo.

Negli USA le polemiche su questo tema sono assai vive e si riferiscono alle competenze della Guardia Costiera e degli Ispettori privati. Non e inopportuno in proposito ricordare come negli USA, contrariamente a quanto avviene in Italia, le telecomunicazioni sono di competenza piena della Federal Communications Commision che opera in autonomia ed indipendenza dall'esecutivo (Govemo) e attraverso i suoi organi esperisce le più ampie funzioni di indirizzo, vigilanza e controllo.

VHF E LICENZA DI ESERCIZIO.

Secondo il "Telecommunications Act", l'Autorità competente ha il potere di eliminare l'obbligo della licenza di esercizio per il VHF usato a bordo di imbarcazioni da diporto. Negli USA la Commissione Federale per le Comunicazioni sembra abbia intenzione di seguire le indicazioni del legislatore entro la fine dell'anno, nonostante i pareri negativi di molti interessati alla questione.

La Guardia Costiera, che ha annunciato di sospendere l'ascolto sul 16 dal 1999, teme di non

riuscire più a far rispettare alcuna regola se le autorità non fanno altro che incoraggiare un'anarchia legislativa selvaggia.

Deregulation americana a parte, in Italia anche il recente D.Lvo sulla nautica non sembra

aver chiarito la questione della licenza di esercizio e neppure del certificato limitato di radio

telegrafista pur previsti da altre norme.

CHIAMATA SELETTIVA DIGITALE E FUTURO DEL CANALE 16.

Per meglio comprendere il problema che il "Telecommunications Act" introduce, occorre ricordare come la chiamata selettiva sia un modo semiautomatico per effettuare chiamate via radio e che e stata scelta dall'IMO (International Maritime Organization = Organizzazione Marittima Internazionale) quale standard internazionale per le comunicazioni marittime in MF, HF e VHF.

Attualmente la maggior parte dei contatti radio viene realizzata tramite chiamate a "voce", basate sul presupposto che qualcuno sia in ascolto. Il dispositivo di chiamata selettiva, una volta attivato, utilizza viceversa un segnale digitale per inviare una serie di informazioni ad uno specifico destinatario "selezionato con precisione" e non indirizzate verso chiunque sia in ascolto.

Le informazioni così trasmesse comprendono il numero identificativo di chi chiama e di chi e chiamato, la posizione di chi chiama (ottenuta da un GPS o da un Loran interfacciati o inserita manualmente), la frequenza di lavoro e la modalità con cui si intende operare, il tipo di chiamata e la sua priorità (di soccorso immediato, urgente, di sicurezza, di routine ecc.).

La piena operatività della chiamata selettiva digitale, compresa tra i requisiti dettati dal GMDSS, si basa sull'esistenza di stazioni costiere nelle quali l'operatore in ascolto sarà sostituito da un sistema computerizzato in grado di ricevere contemporaneamente diversi messaggi digitali su più frequenze internazionalmente stabilite.

Appare evidente come ciò porterà ad un progressivo abbandono dell'utilizzo del canale 16 quale canale intemazionale di chiamata e di soccorso, controllato oggi da radio operatori 24 ore su 24.

Quello che nel comparto ci si domanda con una certa preoccupazione e se saranno tenuti in considerazione gli interessi di quegli utenti che, non rientrando nell'ambito delle direttive GMDSS, non hanno l'obbligo di installare a bordo apparati dotati di chiamata selettiva.


In ogni caso il problema rimane e riguarda non solo i diportisti o gli utenti non GMDSS, ma anche i produttori di ricetrasmittenti marine, che si interrogano in ordine a quali provvedimenti verranno presi dalle Autorità internazionali: verrà trovato il modo di lasciare attivo in qualche maniera il canale 16 oppure il mercato si vedrà costretto a fornire apparati a basso prezzo dotati di selettiva per le esigenze degli utenti non GMDSS?

Ed ancora, come si concilierà l'esigenza di attribuire ad ogni utente il nominativo internazionale, indispensabile per la chiamata selettiva, nei confronti della tendenza di eliminare la licenza di esercizio per il VHF diportistico?

Sono questioni che nei prossimi anni si imporranno all'attenzione di tutto il mondo.

Anche in Italia, notoriamente in ritardo negli adempimenti alle normative internazionali, il tema non potrà essere ignorato a lungo.

p.z.

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