Capitolo IV

 

Sulle prime il nuovo arrivo non aveva destato molta attenzione.

Bene in fila sul ripiano dello scaffale di destra, tra i maritozzi e le caramelle "gusta e schiaccia" le nuove merendine "del Nocchiero" non avevano estimatori.

Ben diversa era la sorte dei cornetti, sempre croccanti e profumati, che parevano essere fatti apposta per coronare il rito del cappuccio ben caldo in tazza fredda.

Lo sapevano bene sia i baristi che gli abitanti della "Giungla": un cappuccio in tazza fredda, magari con una spruzzata di cacao, un cornetto e l'immancabile chiaccherata era il pass-partout per una tranquilla giornata di presenza.

Bastò però che un barista particolarmente intraprendente avesse un'idea per far decollare le vendite delle merendine.

Forse il barista in questione era stato quello del quarto piano che era senz'altro più sveglio degli altri in ragione del fatto che il bar era al piano dell'uscita e, quindi, Giorgio, il barista, impiegava molto meno tempo dei propri colleghi ogni qualvolta prendeva servizio d inoltre usciva prima.

Giorgio compilò un grande cartello, utilizzando tutta la gamma degli evidenziatori che gli era stato possibile reperire compilando dettagliatamente il mod. 123/65 (quello della richiesta della cancelleria), mise bene in mostra che le merendine del Nocchiero "REGALAVANO IL SOGNO DI UNA VITA: UN VIAGGIO ALLE HAWAII",  provvedendo altresì (per la verità barando un poco) ad incollare una serie di PIN-UP non troppo vestite sui bordi del cartello e il gioco era fatto. Un successo assicurato!

Le merendine erano balzate ben presto al primo posto tra le preferenze degli avventori (maschili) dei tre bar dell'ENRCA. 

Nella realtà oltre ad un gusto un po' strano delle merendine e le immancabili battute sulle "notti" che il concorso prometteva alle HAWAII, di vincite nemmeno l'ombra.

Il Rag. Spinetta era stato uno degli ultimi ad abbandonare il maritozzo. Gli era sembrato una specie di tradimento. Dal primo giorno di servizio ad oggi, ed erano passati parecchi anni, il rito del cappuccio e maritozzo era consumato con grazia e perseveranza.

Poi un bel giorno, sollecitato più dalla vista del paesaggio del famoso cartello, piuttosto che dal prodotto si lasciò tentare e la stessa perseveranza dedicata al maritozzo passò alla merendina del Nocchiero.

E' facile immaginare cosa successe quando una mattina scartando il prodotto fece capolino un foglio assolutamente inusuale rispetto alla norma: "HAI VINTO" recitava in belle lettere la scritta.

Sulle prime Spinetta pensò al solito trucco, quel HAI VINTO probabilmente nascondeva il resto della frase "se ritenti ancora", "se il tuo nome è Astroligio" o cose di questo genere. Invece nulla. C'era proprio scritto solo HAI VINTO e, in caratteri più piccoli la spiegazione di come doveva comportarsi il fortunato per poter godere dello "splendido, irripetibile e sempre sognato" fine settimana alle Hawaii.

Spinetta era diventato l'eroe dell'ENRCA.

Addirittura il Direttore Centrale Generale aveva voluto sentire dalla sua voce il racconto della vincita Ma tutto questo era nulla rispetto alle volte che il Nostro aveva dovuto raccontare l’esperienza vissuta.

Trasferimento aereo, la collana di fiori che aveva ricevuto all'arrivo da parte di avvenenti isolane, la splendida suite che l'ospitava (in verità era una specie di stanza un po' più grande delle altre ma, si sa, un tantino di esagerazione non guasta mai), le "avventure" (anche queste più fantasiose che reali) erano i temi più ricorrenti. In testa alla classifica vi era però l'incontro con gli astronauti e la famosa partita a briscola con l'altrettanta famosa  testimonianza che Spinetta aveva riportato in Patria.

L'episodio merita di essere raccontato.

Salutati colleghi ed amici Spinetta aveva preso l'aereo a Milano (l’aeroporto Leonardo da Vinci di Roma non era agibile a causa di uno sciopero degli aspiranti coadiutori degli addetti di Terra). Dopo aver cambiato mezzo in almeno una dozzina di scali era giunto finalmente a destinazione.

L'isola di Oahu: meta preferita dei circa tre milioni di turisti che ogni anno visitano l'insieme delle circa 130 isole che compongono lo Stato delle Hawaii.

Spinetta era stato accolto dagli sponsor del concorso. Le prime ore erano state quasi un incubo. Foto, sorrisi a piena pagina. Il mondo doveva "vedere" il "fortunato" ma, soprattutto, doveva "sapere" che il premio delle merendine era realtà!

Come Dio volle la cosa finì e Spinetta, finalmente, potè godersi un minimo di pace.

Fu appunto in quel periodo che nel parco dell'Hotel egli incontrò i due astronauti. Questi,  terminate al momento le avventure di "caccia al bipede femminile" anche per l’esaurimento delle riserve finanziarie, se ne stavano mollemente straiati su due amache in attesa di qualche "pollo" da spennare al poker.

Spinetta attirò la loro attenzione in quanto pareva proprio il tipo adatto per rimpinguare le loro casse.

Forse erano stati i fotografi (strapagati per riprendere il "vincitore") ad acuire la loro curiosità. Detto fatto, con una manovra aggirante, Spinetta conobbe i due eroi dello spazio.

Ancora oggi quell'incontro appartiene all'album delle vicende indimenticabili raccontate dal ragioniere.

Per sfortuna loro però, Spinetta non disponeva di cospicui conti in banca. I due se ne resero conto assai presto e la partita a poker diventò una partita a briscola e l'italiano si limitò (di questa abilità occorreva rendergli atto) a far segnare sul conto degli sponsor le abbondanti libagioni consumate dai due.

Al momento della partenza il ricordo si faceva abbastanza nebuloso Gli astronauti, piuttosto malfermi sulle gambe, regalarono a Spinetta il famoso legaccio ricevuto alla fine dell'ultima missione spaziale.

Un regalo che sino a pochi giorni addietro faceva bella mostra nell'ufficio del ragioniere, debitamente racchiuso in una teca di cristallo,

Quante volte di fronte a quel "trofeo" il racconto della vacanze alle Hawaii era stato snocciolato ed arricchito di nuovi particolari.

Ma il destino, a volte, gioca strani scherzi.

Rosita, nel tentativo di spostare una pianta di ficus che a parer suo soffriva il sole, urtò la scrivania di Spinetta. Un attimo, la teca rotolò e malgrado il tentativo di Spinetta, svegliato dal suo finto-lavoro-dormiente, cadde a terra ed il vetro finì in mille pezzi.

Il ragioniere nel suo inutile tentativo si ferì persino ad una mano. Questa è la ragione per cui il legaccio, testimone di cotanto viaggio pur continuando a far bella mostra di se scrivania del ragionier Spinetta,  oltre al suo indefinibile colore verdastro mostrava anche una macchia rossa: il sangue dell'eroe delle Hawaii.

 

 

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