Sulle
prime il nuovo arrivo non aveva destato molta attenzione.
Bene in
fila sul ripiano dello scaffale di destra, tra i maritozzi e le caramelle "gusta
e schiaccia" le nuove merendine "del Nocchiero" non avevano estimatori.
Ben
diversa era la sorte dei cornetti, sempre croccanti e profumati, che parevano
essere fatti apposta per coronare il rito del cappuccio ben caldo in tazza
fredda.
Lo
sapevano bene sia i baristi che gli abitanti della "Giungla": un cappuccio in
tazza fredda, magari con una spruzzata di cacao, un cornetto e l'immancabile
chiaccherata era il pass-partout per una tranquilla giornata di presenza.
Bastò
però che un barista particolarmente intraprendente avesse un'idea per far
decollare le vendite delle merendine.
Forse il
barista in questione era stato quello del quarto piano che era senz'altro più
sveglio degli altri in ragione del fatto che il bar era al piano dell'uscita e,
quindi, Giorgio, il barista, impiegava molto meno tempo dei propri colleghi ogni
qualvolta prendeva servizio d inoltre usciva prima.
Giorgio
compilò un grande cartello, utilizzando tutta la gamma degli evidenziatori che
gli era stato possibile reperire compilando dettagliatamente il mod. 123/65
(quello della richiesta della cancelleria), mise bene in mostra che le merendine
del Nocchiero "REGALAVANO IL SOGNO DI UNA VITA: UN VIAGGIO ALLE HAWAII",
provvedendo altresì (per la verità barando un poco) ad incollare una serie di
PIN-UP non troppo vestite sui bordi del cartello e il gioco era fatto. Un
successo assicurato!
Le
merendine erano balzate ben presto al primo posto tra le preferenze degli
avventori (maschili) dei tre bar dell'ENRCA.
Nella
realtà oltre ad un gusto un po' strano delle merendine e le immancabili battute
sulle "notti" che il concorso prometteva alle HAWAII, di vincite nemmeno
l'ombra.
Il Rag.
Spinetta era stato uno degli ultimi ad abbandonare il maritozzo. Gli era
sembrato una specie di tradimento. Dal primo giorno di servizio ad oggi, ed
erano passati parecchi anni, il rito del cappuccio e maritozzo era consumato con
grazia e perseveranza.
Poi un
bel giorno, sollecitato più dalla vista del paesaggio del famoso cartello,
piuttosto che dal prodotto si lasciò tentare e la stessa perseveranza dedicata
al maritozzo passò alla merendina del Nocchiero.
E' facile
immaginare cosa successe quando una mattina scartando il prodotto fece capolino
un foglio assolutamente inusuale rispetto alla norma: "HAI VINTO" recitava in
belle lettere la scritta.
Sulle
prime Spinetta pensò al solito trucco, quel HAI VINTO probabilmente nascondeva
il resto della frase "se ritenti ancora", "se il tuo nome è Astroligio" o cose
di questo genere. Invece nulla. C'era proprio scritto solo HAI VINTO e, in
caratteri più piccoli la spiegazione di come doveva comportarsi il fortunato per
poter godere dello "splendido, irripetibile e sempre sognato" fine settimana
alle Hawaii.
Spinetta
era diventato l'eroe dell'ENRCA.
Addirittura il Direttore Centrale Generale aveva voluto sentire dalla sua voce
il racconto della vincita Ma tutto questo era nulla rispetto alle volte che il
Nostro aveva dovuto raccontare l’esperienza vissuta.
Trasferimento aereo, la collana di fiori che aveva ricevuto all'arrivo da parte
di avvenenti isolane, la splendida suite che l'ospitava (in verità era una
specie di stanza un po' più grande delle altre ma, si sa, un tantino di
esagerazione non guasta mai), le "avventure" (anche queste più fantasiose che
reali) erano i temi più ricorrenti. In testa alla classifica vi era però
l'incontro con gli astronauti e la famosa partita a briscola con l'altrettanta
famosa testimonianza che Spinetta aveva riportato in Patria.
L'episodio merita di essere raccontato.
Salutati
colleghi ed amici Spinetta aveva preso l'aereo a Milano (l’aeroporto Leonardo da
Vinci di Roma non era agibile a causa di uno sciopero degli aspiranti coadiutori
degli addetti di Terra). Dopo aver cambiato mezzo in almeno una dozzina di scali
era giunto finalmente a destinazione.
L'isola
di Oahu: meta preferita dei circa tre milioni di turisti che ogni anno visitano
l'insieme delle circa 130 isole che compongono lo Stato delle Hawaii.
Spinetta
era stato accolto dagli sponsor del concorso. Le prime ore erano state quasi un
incubo. Foto, sorrisi a piena pagina. Il mondo doveva "vedere" il "fortunato"
ma, soprattutto, doveva "sapere" che il premio delle merendine era realtà!
Come Dio
volle la cosa finì e Spinetta, finalmente, potè godersi un minimo di pace.
Fu
appunto in quel periodo che nel parco dell'Hotel egli incontrò i due astronauti.
Questi, terminate al momento le avventure di "caccia al bipede femminile" anche
per l’esaurimento delle riserve finanziarie, se ne stavano mollemente straiati
su due amache in attesa di qualche "pollo" da spennare al poker.
Spinetta
attirò la loro attenzione in quanto pareva proprio il tipo adatto per
rimpinguare le loro casse.
Forse
erano stati i fotografi (strapagati per riprendere il "vincitore") ad acuire la
loro curiosità. Detto fatto, con una manovra aggirante, Spinetta conobbe i due
eroi dello spazio.
Ancora
oggi quell'incontro appartiene all'album delle vicende indimenticabili
raccontate dal ragioniere.
Per
sfortuna loro però, Spinetta non disponeva di cospicui conti in banca. I due se
ne resero conto assai presto e la partita a poker diventò una partita a briscola
e l'italiano si limitò (di questa abilità occorreva rendergli atto) a far
segnare sul conto degli sponsor le abbondanti libagioni consumate dai due.
Al
momento della partenza il ricordo si faceva abbastanza nebuloso Gli astronauti,
piuttosto malfermi sulle gambe, regalarono a Spinetta il famoso legaccio
ricevuto alla fine dell'ultima missione spaziale.
Un regalo
che sino a pochi giorni addietro faceva bella mostra nell'ufficio del
ragioniere, debitamente racchiuso in una teca di cristallo,
Quante
volte di fronte a quel "trofeo" il racconto della vacanze alle Hawaii era stato
snocciolato ed arricchito di nuovi particolari.
Ma il
destino, a volte, gioca strani scherzi.
Rosita,
nel tentativo di spostare una pianta di ficus che a parer suo soffriva il sole,
urtò la scrivania di Spinetta. Un attimo, la teca rotolò e malgrado il tentativo
di Spinetta, svegliato dal suo finto-lavoro-dormiente, cadde a terra ed il vetro
finì in mille pezzi.
Il
ragioniere nel suo inutile tentativo si ferì persino ad una mano. Questa è la
ragione per cui il legaccio, testimone di cotanto viaggio pur continuando a far
bella mostra di se scrivania del ragionier Spinetta, oltre al suo indefinibile
colore verdastro mostrava anche una macchia rossa: il sangue dell'eroe delle
Hawaii.