Capitolo III

Il mercoledì mattina l'atmosfera del bar del dodicesimo piano era decisamente elettrica.

La notizia dell'exploit del ragionier Spinetta era circolata con una velocità impensabile. Tra un cappuccino, un cornetto ed il solito latte macchiato non si parlava d'altro.

"Vi dico che è proprio così - assicurava con l'aria di saperla lunga il commesso del piano - la pratica questa mattina era pronta per essere inoltrata alla firma! E non solo - aggiungeva con fare misterioso - insieme a quella ve ne erano altre trentadue.".

Quella era senza alcun dubbio una questione che avrebbe polarizzato per chi sà quanto tempo l'attenzione del personale dell'ENRCA.

Nel ricordo dei più anziani forse solo alcuni episodi meritavano una eguale attenzione.

Come quello avvenuto circa sette anni orsono e che riguardava l'iniziativa di un personaggio ancora oggi ricordato con affetto.

Era un esule del Borneo che un bel giorno, o per alcuni un brutto giorno, si era introdotto nell'edificio e dopo aver gironzolato per scale e corridoi aveva adocchiato una tavolo posto proprio al centro di quello del settimo piano e ne aveva preso bellamente possesso.

Non che la cosa fosse proprio eccezionale, la stranezza venne scoperta in seguito.

Il commesso di quel piano non aveva trovato di meglio che posare una pila di pratiche sul piano di quella scrivania alla quale era ben presente un "nuovo" collega.

Questi, forse per ingannare il tempo, aveva cominciato a sfogliarle. Poi, visto che la cosa non lo divertiva più di tanto, si era alzato e infilatosi in una delle tante porte aperte aveva prelevato da un ufficio un timbro che per la magnifica impugnatura rossa attirava particolarmente l'attenzione prendendo prima i uscire anche un tampone inchiostrato con un liquido di un color pervinca particolarmente vivace.

Il timbro in questione non apparteneva all'Ente ma era un gradito ricordo di un funzionario che durante le ferie ad Anchorage se ne era impossessato come souvenir dalla reception della locale sede dell'agenzia per il commercio dei denti dei cani da slitta.

Forse erano state le scritte riportate sul timbro, assolutamente indecifrabili ma graficamente molto attraenti al centro delle quali spiccava la scritta "for operation" a far scattare quell'amore a prima vista che anche in questa occasione conquistò le simpatie del nuovo "proprietario".

Ritornato alla scrivania, Alf Tut Lou, questo era il nome dell'esule, iniziò puntigliosamente a timbrare i fogli di ogni pratica con uno zelo veramente encomiabile.

Se curiosità mosse in allora impiegati, funzionari e l'ignaro commesso che per primo aveva fruito della "cortesia" del nuovo collega, questa era sollecitata dall'impegno che mostrava Alf Tut Lou, ma, si sà, all'inizio ogni scopa funziona bene: il tempo avrebbe provveduto a far rientrare nella norma l'attività di quel giovanotto dall'abbronzatura degna di un bagnino di Ricccione.

La cosa andò avanti per parecchi mesi.

Puntuale, ogni mattina. il "nuovo" si sedeva alla "sua" scrivania e cominciava a timbrare la pila di pratiche che qualcuno aveva lasciato sul suo tavolo in cambio di quella del giorno precedente, .

Ormai all'interno della "Giungla" non vi era praticamente foglio, circolare, modulo, richiesta, pratica, questionario ecc. che non riportasse, in bella evidenza, il timbro con le fatidiche parole: "for operation".

Il caso esplose quanto l'ufficio cassa si rifiutò di pagare lo stipendio al vice funzionario aggiunto Battaglietti Leandro adducendo a motivazione che "mancava" il timbro.

Il Battaglietti si rivolse al Sindacato. Il rappresentante del personale precario si rivolse al vice assistente del vice capo del personale, questi, vista la gravità della cosa, marcò visita.

Il rappresentante del personale precario-confermato fece un comunicato denunciando il comportamento antioperaio dell'addetto alla Cassa.

Il Capo Ufficio cassa dichiarò lo stato di agitazione.

Alla fine il problema venne risolto grazie all'aiuto del figlio del segretario di prima classe Amilcare Zurletti che avendo avuto la fortuna di acquistare tutte le dispense dell'enciclopedia cinomondiale dello sport, ritrovò riprodotto a pag. 12126 il timbro oggetto della discordia.

Dopo una rapida indagine durata solo trentasei giorni, un comunicato al personale "per uso strettamente interno" dichiarò il timbro privo di qualsiasi valore e quindi "non necessario per l'accettazione, l'istruzione, l'espletamento e la satisfazione di ogni pratica relativa ai compiti, le facoltà, i programmi e gli interessi dell'ENRCA, per cui rimanevano in vigore le sole disposizioni contenute nel foglio 1.2234.56/a/42/DG  e relativi allegati a), x1 e z)".

Il tavolo venne preso in carico dall'economato e di Alf Tut Lou non se ne sentì più parlare.

Intanto al bar la discussione era salita di tono.

"Non vi è più alcun rispetto per la gerarchia" ribadiva congestionandosi in viso, l'addetto al protocollo generale Commendator Alvisi, "Quando c'era Lui nessuno, dico nessuno, avrebbe azzardato un'azione come questa. Istruire una pratica e, peggio, completarla senza compilare il brogliaccio dell'Ufficio e senza attendere che il Capo dello stesso Ufficio espletasse le formalità di rito siglando il brogliaccio, è una cosa che grida vendetta!".

"Era una persona così a modo" si permise di osservare di osservare Rosita mentre con attenzione toglieva una minuscola macchia di caffè dal polso della sua camicetta di finta-quasi vera-seta.

"Bell'esempio per i giovani", "E' una manovra antisindacale, bisogna reagire", e via su questo tono.

Improvvisamente un silenzio surreale gelò l'ambiente.

Il ragionier Spinetta, con passo fermo e deciso, guadagnò il bancone: "Un caffè e in fretta! Abbiamo solo cinque minuti di intervallo e non vedo proprio perchè utilizzarli tutti".

"Macchè zucchero! Lo zucchero rischio di appesantire lo stomaco e non mi sembra il caso. Con tutto quello che v'è da fare ...".

Veloce come era arrivato pagò, prese il caffè e via, a passo lesto verso l'ascensore.

Durante tutta questa scena non si sarebbe sentita volare una mosca (ammesso che ve ne fossero).

I presenti si scambiarono sguardi attoniti.

Possibile che fosse proprio lui?

Lui sempre pronto a raccontare l'ultima barzelletta, lui che era conosciuto come il più attento conoscitore di tutte le pubblicazioni turistiche delle varie agenzie di viaggio, lui che aveva al suo attivo qual favoloso fine settimana alle Hawaii?

Ed era stato proprio per quel viaggio, vinto con le merendine del Nocchiero, che era passato alla storia ed alla conoscenza del numeroso popolo dei dipendenti dell'Ente, di quello stesso popolo che oggi doveva registrare un evento così straordinario.

 

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