Capitolo IX

I mutamenti denunciati nel corso dell'assemblea della RASI e, sopratutto, evidenziati dal comportamento degli addetti del III ufficio non erano più un fatto isolato.

A quest'amara considerazione era giunto il personale dei vari bar dislocati nei diversi piani del Palazzo.

Sconsolatamente vuoti, senza l'allegro chiaccherio del personale intento a sorseggiare caffé e cappuccini i locali assomigliavano più alle sale di un museo durante l'ora della pennichella piuttosto che a quegli allegri e spensierati luoghi di incontro nei quali il soffio delle macchine del caffé faceva da sottofondo alle allusioni, non sempre velate, che segnalavano l'arrivo o l'uscita delle impiegate del servizio personale, da sempre superiori di almeno una spanna in quanto ad avvenenza rispetto alle colleghe degli altri servizi; superiorità a cui, si mormorava, non era certo estranea la risaputa "esperienza" del capo ufficio personale interno che nel suo curriculum poteva vantare, e la cosa era considerata con il massimo rispetto, anche una supplenza nella giuria del concorso di Miss Italia.

Oggi, invece, nulla.

Ma dove erano mai andati a finire il dott. Caratti, addetto alla relazioni esterne, che era imbattibile nel raccontare le ultime novità? E il rag. Francisci esperto della pesca in acque dolci? E la signorina Valeria che pareva avere la chiave delle prime visioni in videocassetta quando ancora la proiezione dei film non era  iniziata nelle sale cinematografiche?

Tutti spariti o, meglio, la loro comparsa durava pochi attimi e sempre, rigorosamente durante i famosi cinque minuti di intervallo.

Il colpo di grazia finale e che aveva totalmente stravolto i baristi era giunto quando anche le sorelle Gatto erano scomparse dall'angolo destro del bancone (loro punto preferito di sosta). Di conseguenza, letteralmente svanito il Club della lana.

Non che in verità le due dipendenti fossero sorelle e né, tantomeno, che si chiamassero Gatto, ma il fatto era che non esistevano all'interno dell'Ente esperte migliori di loro in tema di punti, lane, ferri ecc. La loro propensione poi per una certa marca di filati le aveva fatte ribattezzare "Gatto". In ogni occasione e sempre nel solito angolo del bancone, il gruppo di adepte che chiedevano spiegazioni, mostravano golfini, scialli, pullover, punti a croce, a nido d'ape, rasatello ecc. Si era in tal modo costituito il più attivo dei club, quello della lana appunto, le cui componenti sciamando dal bar verso le rispettive stanze portava in ogni piano simpatici punti di colore mentre lo sferruzzare discreto dava un tocco di famigliare intimità alla quiete dei diversi reparti.

Oggi tutto questo era un ricordo!

Quasi insinuandosi lungo i condotti dell'aria condizionata, scendendo e salendo trasportata dai moderni ascensori, nascosta nei faldoni delle diverse pratiche, fruendo dell'immensa mole di carta che, senza posa,  dai centri stampa saliva verso i piani più alti accumulandosi sulle scrivanie, invadendo ogni spazio libero, la "stranezza" del rag. Spinetta aveva ormai coinvolto tutto l'Ente per la rivalorizzazione delle comunità antropomorfe dell'emisfero australe.

Simile ad un immenso alveare il Palazzo pareva pulsare di una innaturale forma di parossismo da lavoro che non risparmiava praticamente nessuno.

Non vi era ormai più alcun ufficio, sezione, reparto, divisione in cui non si potesse scorgere una indiavolata attività totalmente diversa da quella paradisiaca e soft del felice recedente passato.

L'arretrato era pressoché smaltito. Si poteva affermare, senza ombra di dubbio, che solo grazie ai solleciti che dall'interno pervenivano all'esterno nei confronti di altri Enti, Ministeri, Direzioni periferiche, Centrali, Uffici staccati ecc., era possibile rifornire quella turba famelica di "divoratori" di pratiche da evadere, analisi da compiere, relazioni da redarre.

Nel contempo e il fatto era duramente stigmatizzato dai dipendenti, la rete di comunicazioni telefonica o quella informatica, non sempre si dimostravano all'altezza del carico di lavoro a cui erano sottoposte e le Aziende che ne avevano la manutenzione non sapevano più a che Santo votarsi Quella che in un primo momento era apparsa una tranquilla sinecura oggi rischiava di tramutarsi in un catastrofico boomerang economico.

L'Ente, nel giro di poche settimane, era completamente cambiato. E già apparivano chiari i sintomi di intolleranza tra gli stessi dipendenti che nella ricerca di nuove incombenze da svolgere erano giunti in più di una occasione alle parole grosse in ordine alla titolarità di questa o quella pratica che gli uni sospettavano venisse sottratta dagli altri.

Lo scontro fisico poi era mancato di un soffio quando, ad esempio, un cittadino presentandosi all'ufficio informazioni dell'Ente per chiedere a quale settore avrebbe dovuto rivolgersi per una dettagliata ricerca sulla formica rossa del Pino-neonatus, era stato letteralmente preso per un braccio da due funzionari, quello dell'Ufficio ricerche multiple e quello della Divisione storico statistica, che affermavano entrambi di essere i più titolati per evadere la richiesta.

Solo l'intervento di un altro utente-cliente, sopraggiunto nel frattempo, aveva consentito di risolvere la questione in quando, essendovi a questo punto due le pratiche da evadere, entrambi i contendenti avevano potuto trascinare ognuno  i malcapitati verso i rispettivi luoghi di lavoro.

La questione però non poteva più essere mantenuta sotto controllo ricorrendo alle normali procedure. A questa considerazione erano pervenuti, più o meno autonomamente i Dirigenti della varie articolazioni dell'ENRCA.

Coinvolti essi stessi dal ritmo sempre più innaturale delle strutture  su iniziativa del Direttore della I Divisione decisero di riunirsi per esaminare l'intera questione. Informato il Direttore Centrale e dopo aver unanimemente convenuto che la riunione si poteva tenere solo dopo il termine dell'orario di lavoro, organizzarono l'incontro al quale doveva partecipare anche la rappresentanza sindacale dell’Ente.

 

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