I mutamenti denunciati nel corso
dell'assemblea della RASI e, sopratutto, evidenziati dal comportamento degli
addetti del III ufficio non erano più un fatto isolato.
A quest'amara considerazione era
giunto il personale dei vari bar dislocati nei diversi piani del Palazzo.
Sconsolatamente vuoti, senza
l'allegro chiaccherio del personale intento a sorseggiare caffé e cappuccini i
locali assomigliavano più alle sale di un museo durante l'ora della pennichella
piuttosto che a quegli allegri e spensierati luoghi di incontro nei quali il
soffio delle macchine del caffé faceva da sottofondo alle allusioni, non sempre
velate, che segnalavano l'arrivo o l'uscita delle impiegate del servizio
personale, da sempre superiori di almeno una spanna in quanto ad avvenenza
rispetto alle colleghe degli altri servizi; superiorità a cui, si mormorava, non
era certo estranea la risaputa "esperienza" del capo ufficio personale interno
che nel suo curriculum poteva vantare, e la cosa era considerata con il massimo
rispetto, anche una supplenza nella giuria del concorso di Miss Italia.
Oggi, invece, nulla.
Ma dove erano mai andati a finire il
dott. Caratti, addetto alla relazioni esterne, che era imbattibile nel
raccontare le ultime novità? E il rag. Francisci esperto della pesca in acque
dolci? E la signorina Valeria che pareva avere la chiave delle prime visioni in
videocassetta quando ancora la proiezione dei film non era iniziata nelle sale
cinematografiche?
Tutti spariti o, meglio, la loro
comparsa durava pochi attimi e sempre, rigorosamente durante i famosi cinque
minuti di intervallo.
Il colpo di grazia finale e che aveva
totalmente stravolto i baristi era giunto quando anche le sorelle Gatto erano
scomparse dall'angolo destro del bancone (loro punto preferito di sosta). Di
conseguenza, letteralmente svanito il Club della lana.
Non che in verità le due dipendenti
fossero sorelle e né, tantomeno, che si chiamassero Gatto, ma il fatto era che
non esistevano all'interno dell'Ente esperte migliori di loro in tema di punti,
lane, ferri ecc. La loro propensione poi per una certa marca di filati le aveva
fatte ribattezzare "Gatto". In ogni occasione e sempre nel solito angolo del
bancone, il gruppo di adepte che chiedevano spiegazioni, mostravano golfini,
scialli, pullover, punti a croce, a nido d'ape, rasatello ecc. Si era in tal
modo costituito il più attivo dei club, quello della lana appunto, le cui
componenti sciamando dal bar verso le rispettive stanze portava in ogni piano
simpatici punti di colore mentre lo sferruzzare discreto dava un tocco di
famigliare intimità alla quiete dei diversi reparti.
Oggi tutto questo era un ricordo!
Quasi insinuandosi lungo i condotti
dell'aria condizionata, scendendo e salendo trasportata dai moderni ascensori,
nascosta nei faldoni delle diverse pratiche, fruendo dell'immensa mole di carta
che, senza posa, dai centri stampa saliva verso i piani più alti accumulandosi
sulle scrivanie, invadendo ogni spazio libero, la "stranezza" del rag. Spinetta
aveva ormai coinvolto tutto l'Ente per la rivalorizzazione delle comunità
antropomorfe dell'emisfero australe.
Simile ad un immenso alveare il
Palazzo pareva pulsare di una innaturale forma di parossismo da lavoro che non
risparmiava praticamente nessuno.
Non vi era ormai più alcun ufficio,
sezione, reparto, divisione in cui non si potesse scorgere una indiavolata
attività totalmente diversa da quella paradisiaca e soft del felice recedente
passato.
L'arretrato era pressoché smaltito.
Si poteva affermare, senza ombra di dubbio, che solo grazie ai solleciti che
dall'interno pervenivano all'esterno nei confronti di altri Enti, Ministeri,
Direzioni periferiche, Centrali, Uffici staccati ecc., era possibile rifornire
quella turba famelica di "divoratori" di pratiche da evadere, analisi da
compiere, relazioni da redarre.
Nel contempo e il fatto era duramente
stigmatizzato dai dipendenti, la rete di comunicazioni telefonica o quella
informatica, non sempre si dimostravano all'altezza del carico di lavoro a cui
erano sottoposte e le Aziende che ne avevano la manutenzione non sapevano più a
che Santo votarsi Quella che in un primo momento era apparsa una tranquilla
sinecura oggi rischiava di tramutarsi in un catastrofico boomerang economico.
L'Ente, nel giro di poche settimane,
era completamente cambiato. E già apparivano chiari i sintomi di intolleranza
tra gli stessi dipendenti che nella ricerca di nuove incombenze da svolgere
erano giunti in più di una occasione alle parole grosse in ordine alla
titolarità di questa o quella pratica che gli uni sospettavano venisse sottratta
dagli altri.
Lo scontro fisico poi era mancato di
un soffio quando, ad esempio, un cittadino presentandosi all'ufficio
informazioni dell'Ente per chiedere a quale settore avrebbe dovuto rivolgersi
per una dettagliata ricerca sulla formica rossa del Pino-neonatus, era stato
letteralmente preso per un braccio da due funzionari, quello dell'Ufficio
ricerche multiple e quello della Divisione storico statistica, che affermavano
entrambi di essere i più titolati per evadere la richiesta.
Solo l'intervento di un altro
utente-cliente, sopraggiunto nel frattempo, aveva consentito di risolvere la
questione in quando, essendovi a questo punto due le pratiche da evadere,
entrambi i contendenti avevano potuto trascinare ognuno i malcapitati verso i
rispettivi luoghi di lavoro.
La questione però non poteva più
essere mantenuta sotto controllo ricorrendo alle normali procedure. A questa
considerazione erano pervenuti, più o meno autonomamente i Dirigenti della varie
articolazioni dell'ENRCA.
Coinvolti essi stessi dal ritmo
sempre più innaturale delle strutture su iniziativa del Direttore della I
Divisione decisero di riunirsi per esaminare l'intera questione. Informato il
Direttore Centrale e dopo aver unanimemente convenuto che la riunione si poteva
tenere solo dopo il termine dell'orario di lavoro, organizzarono l'incontro al
quale doveva partecipare anche la rappresentanza sindacale dell’Ente.