Capitolo VIII

Nella  base  spaziale  di  Carol Space il  lavoro  relativo  alla catalogazione,  suddivisione ed esame dei reperti spaziali e  dei risultati  degli  esperimenti compiuti nello spazio dalla Sayu  3 procedeva con i ritmi e l'osservanza delle procedure previste  in questi casi.

Era  tutto  sommato un lavoro abbastanza noioso ed il  ticchettio delle stampanti collegate al superelaboratore che sfornavano dati su  dati, unito al sommesso ronzio dei condizionatori,  conciliava una  specie  di torpore a cui non sfuggiva  neppure  il  sergente James  Bartod,  un  veterano  della base che in forza  della  sua laurea in agronomia era incaricato di tutto il lavoro connesso al vasto mondo vegetale che aveva trovato spazio sulla navicella del maggiore Colbert.

Sementi,  piante, ibridi delle varie specie venivano attentamente studiati e catalogati per raffrontare i dati ottenuti con  quelli rilevati prima della partenza.

Uguale sorte toccava agli animali ma questo comparto era sotto la diretta responsabilità del dott.  Louis Cat e che era alloggiato con i suoi "animaletti",  come lui li chiamava,  nell'ala opposta al settore vegetale.

Non  era una scelta casuale.  Nei primi tempi i due reparti erano a stretto contatto ma da quando una capretta, che aveva partecipato ai  primi  voli,  era sfuggita al controllo  degli  addetti  alla sorveglianza  invadendo  il "mondo vegetale" e,  quello  che  era peggio,  si  era  divorata una intera scodella di lattughina  del Nebrasca (causando l'immediata retrocessione a sergente del dott. Bartot), il  pericolo  di  nuove incursioni  era  stato  fugato dividendo perentoriamente i due comparti.

Era stata una esperienza bruciante per Bartot. Una vita di attese distrutta  da  una  stupida capra!  Al solo  pensiero  il  sangue dell'agronomo ribolliva.  Gliela avrebbe fatta pagare al dott. Cat quella sconfitta.  Lui che ne era uscito indenne solo perchè  la seconda  cugina di sua moglie giocava tutti i martedì a  canasta con la moglie del direttore della base.   

Il  mutare del ritmo della stampante,  diventato  improvvisamente assordante, lo scosse dai suoi ricorrenti pensieri di vendetta.

Gettato  un  rapido  sguardo sul monitor si  rese  immediatamente conto che qualcosa non andava.

I  numeri  scorrevano con una velocità impressionante  mentre  un segnale  acustico  avvertiva che tutto il sistema  si  avvicinava pericolosamente all'emissione del temuto messaggio "SYSTEM PANIC".

Tuttavia Bartot non si perse d'animo.

Le  sue  dita corsero veloci sulla tastiera e la  procedura  Z234 pose in stand-bay la successiva elaborazione dei dati.

Che cosa  diavolo sarà successo pensò il sergente  accingendosi  ad una puntigliosa verifica dei dati già sfornati dalla stampante.

I broccoli erano OK. Le ciliegie di Carpi (una ridente località del Modenese-Italy) anche.

Così come le gemme di ginestra, quelle di pino e della rucola selvatica.

Bartod ebbe un sobbalzo!

Il bonsai del colonnello Williams, il Comandante della base, era cresciuto di almeno tre centimetri!

Tra tutte le disgrazie che potevano capitare ad un povero mortale quella era certo la più disastrosa.

Il  bonsai del Colonnello, o meglio della moglie del Colonnello che sino all'ultimo non voleva esporre il suo "adorato" bonsai di mandarino ai rischi di un viaggio spaziale, era irrimediabilmente cresciuto!

Il sudore freddo corse giù per la schiena del sergente.

"Questo  e’ un'altro tiro del dott.  Cat",  ruggì digrignando  i denti.

"E no!, ora basta!".

La sua carriera rischiava di essere distrutta. Altro che menzione di  merito sulla rivista mensile della base.  Quì c'è in  vista una nuova retrocessione.

Passato  il  primo momento di rabbia e di sconforto la ragione prevalse.

"Forse  non  tutto  il  male  viene  per  nuocere.  Se  riesco  a dimostrare che il fatto può essere imputato ad una errata impollinazione di un'ape custodita da Cat, posso rendergli pan per focaccia."

Rincuorato da queste considerazioni si tuffò a corpo morto nell'esame dei dati.

"Dunque, vediamo, sino alla verifica dei semi tutto era regolare".

Via, via i numeri venivano collazionati, spuntati e raggruppati.

Una nuova scarica di adrenalina gli provocò un ulteriore scossone.

"E questo cosa c'entra?"

Il  seme  di  eucaliptus mostrava indubitabilmente  che  aveva  un comportamento a dir poco irrazionale.

Non  solo non era rimasto nella cella AV3 ma, comportandosi come un cavallo nel gioco degli scacchi, era "zompato" nella cella del bonsai.

Ricontrollati  tutti i dati e la verità apparve a Bartod in  tutta  la sua  drammaticità.  Il seme di eucaliptus non  mostrava  più i segni dell'incisione  pentagonale  che il programma prevedeva e che  il maggior Colbert aveva praticato - almeno così egli asseriva - sull'asteroide  Plinius. Il seme aveva mutato il proprio colore originariamente  verde  in  una indefinita gamma di variazioni bluastre.

Ormai il pensiero di Cat era scomparso dalla mente del sergente.

Preso  da  una irrefrenabile e spasmodica voglia di far luce sul mistero fece quello che mai, assolutamente mai, avrebbe dovuto fare.

Si alzò  corse nella stanza adibita a magazzino reperti,  salì u di una scaletta,  afferrò 'intera cassa che conteneva il seme  incriminato  ed il  bonsai,  la  portò sul  tavolo  del laboratorio principale aprendo il contenitore.

Il bonsai era li, innanzi ai suoi occhi e, conficcato nei pressi della radice principale il dannato seme di eucaliptus sembrava pulsare mentre il bonsai cresceva.

Il sergente ebbe come un capogiro.

Tutte le leggi dell'evoluzione della specie, tutte le formule della  dinamica e della fisica erano clamorosamente smentite da quello spettacolo!

Quello che seguì è difficilmente immaginabile.

Le diverse strutture operative della base ne furono investite ed ognuna di questa cercava di trarre le proprie, originali, conclusioni.

Dapprima il fatto rimase circoscritto ai più alti vertici ma finì per diventare di dominio generale grazie anche alle pubbliche e reiterate lagnanze della moglie del direttore della base incapace di darsi pace per la perdita del bonsai (catalogato nel frattempo TOP SECRET).

La notizia ripresa da un cronista locale fece in breve il giro del Paese anche se, in verità, venne trattata più come un fatto di colore "La moglie del direttore perde l'albero!", "Un bonsai sfida in altezza le canne da zucchero". Erano due dei titoli che apparsero sulla stampa.

Il colpo di grazia a quell'evento "eccezionale" venne assestato infine dalla terza Commissione senatoriale che, riducendo gli stanziamenti, mise fine ad ogni ulteriore studio sulla vicenda.

 

ritorna alla pagina dei capitoli WORK!

ritorna alla pagina principale